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27 novembre 2019

Discorsi di Dio all’intero universo Il diciannovesimo discorso

L’occupazione adeguata dell’umanità consiste nel prendere le Mie parole come base per la sua sopravvivenza. L’uomo deve stabilire la sua porzione individuale in ogni parte delle Mie parole; non fare questo vorrebbe dire crearsi dei problemi, cercare la propria distruzione. L’umanità non Mi conosce e per questo motivo, invece di portare la propria vita a Me per offrirla in cambio, tutto quello che fa è sfilare davanti a Me con pattume nelle mani, cercando così di compiacerMi, ma lungi dall’essere compiaciuto dallo stato delle cose, continuo a fare richieste all’umanità. Amo il tributo dell’uomo, ma odio le sue estorsioni. Tutti gli uomini hanno cuori colmi di avidità; è come se il cuore umano fosse alla mercé del diavolo e l’uomo fosse incapace di liberarsi e di offrire il suo cuore a Me. Quando parlo, l’uomo ascolta la Mia voce con attenzione rapita, ma quando smetto di parlare, egli ricomincia la propria “impresa” e cessa completamente di dare ascolto alle Mie parole, come se fossero un complemento alla sua impresa.
Non sono mai stato negligente con l’umanità e comunque sono anche stato paziente e magnanimo con l’uomo. E così, a causa della Mia indulgenza, gli esseri umani sono tutti cresciuti arroganti, incapaci di conoscenza di sé e di autoriflessione, e approfittano della Mia pazienza per ingannarMi. Non una sola persona fra di loro si preoccupa sinceramente per Me e nessuno tiene veramente a Me come a un oggetto caro al suo cuore; solo quando hanno tempo da perdere Mi presentano i loro rispetti superficialmente. Lo sforzo che ho effuso per l’uomo è già oltre ogni limite. Ho esercitato sull’uomo un tipo di opera senza precedenti e, oltre a questo, gli ho dato un ulteriore onere in modo che, da quello che ho e che sono, l’uomo possa migliorare in conoscenza e affrontare un cambiamento. Non chiedo all’uomo di essere un mero “consumatore”, ma gli chiedo di essere un “produttore” capace di infliggere la sconfitta a Satana. Anche se potrei non chiedere nulla all’uomo, tuttavia ho delle regole per le richieste che faccio, perché c’è uno scopo in ciò che faccio, così come principi in conformità ai quali agisco: non vado in giro, come l’uomo potrebbe immaginare, a giocherellare a casaccio, e neanche modello i cieli e la terra e le miriadi di cose del creato in base ai Miei capricci intenzionali. Nella Mia opera l’uomo dovrebbe essere in grado di vedere qualcosa, di ottenere qualcosa. Egli non dovrebbe sprecare la primavera della sua giovinezza o trattare la propria vita come un vestito sul quale consentire un noncurante accumulo di polvere; piuttosto, egli dovrebbe vigilare severamente su sé stesso, prendendo dai Miei doni per provvedere al suo appagamento finché, per il Mio bene, non potrà girare le spalle a Satana e, sempre per il Mio bene, preparerà un attacco contro Satana. Non è davvero semplice ciò che chiedo all’uomo?

Quando un debole spiraglio di luce inizia a mostrarsi a Oriente, tutte le persone nell’universo a tale titolo rivolgono la loro attenzione, per l’occasione, verso la luce ad Est. Non più immersa nel torpore, l’umanità va ad osservare l’origine della luce orientale ma, a causa dei limiti delle capacità umane, nessuno è in grado di vedere il luogo da dove proviene la luce. Quando tutto all’interno dell’universo sarà completamente illuminato, l’uomo si desterà dal suo sonno e dal suo sogno e soltanto allora realizzerà che il Mio giorno sta lentamente arrivando nel mondo. Tutta l’umanità festeggia a causa della venuta della luce e a causa di essa non dorme più profondamente e non è più priva di sensi. Sotto lo splendore della Mia luce, tutta l’umanità diventa mentalmente e visivamente lucida e si risveglia all’improvviso alla gioia di vivere. Coperto da un sudario di nebbia, guardo verso l’umanità. Gli animali sono tutti a riposo; a causa dell’arrivo di un debole spiraglio di luce, tutto nel creato diviene consapevole che una nuova vita si sta avvicinando. Per questo motivo, anche tutti gli animali escono fuori dalle loro caverne, in cerca di cibo. Le piante, naturalmente, non fanno eccezione e nello splendore della luce le loro foglie verdi brillano con una patina lucente, in attesa di consacrare la loro porzione individuale a Me nel tempo in cui sarò sulla terra. Tutti gli esseri umani sperano nell’arrivo della luce e ciononostante tutti temono la sua venuta, preoccupati che la loro bruttezza non troverà più occultamento perché l’uomo è completamente nudo e gli manca di che coprirsi. Quante persone sono cadute in preda al panico a causa dell’avvento della luce e sono in uno stato di shock a causa della sua comparsa? Quante persone vedendo la luce sono piene di pentimento sconfinato, aborrendo la propria impurità ma, impotenti a cambiare il fatto compiuto, possono solo attendere che Io pronunci la sentenza? Quante persone, raffinate dall’aver sofferto nell’oscurità, al vedere la luce sono repentinamente colpite dal suo significato profondo e da quel momento in poi stringono forte al petto la luce, timorose di perderla di nuovo? Quante persone, invece di essere allontanate dalla propria orbita dall’apparizione improvvisa della luce, semplicemente vanno avanti con il lavoro quotidiano che le aspetta perché sono state cieche per molti anni e quindi non si accorgono che la luce è arrivata e non ne sono gratificate. Nel cuore degli uomini Io non sono né in alto né in basso. Per quanto riguarda gli uomini, la Mia esistenza è una questione indifferente, come se la vita dell’uomo non diventasse ancora più vuota se Io non esistessi, e se esistessi non ne acquistasse in gioia. Visto che gli esseri umani non Mi apprezzano, le soddisfazioni che posso permettergli sono poche, ma non appena l’umanità Mi darà anche solo un’oncia di adorazione, compirò un cambiamento anche nell’atteggiamento che ho nei confronti dell’umanità. Per questo motivo, soltanto quando l’umanità conoscerà questa legge, solo allora gli uomini saranno abbastanza fortunati da dedicare loro stessi a Me e chiedere le cose che tengo in mano. È certo che l’amore dell’uomo verso di Me non sia destinato solamente ai propri interessi? È indubbio che la sua fede in Me non sia legata esclusivamente alle cose che dono? Non potrebbe essere che, senza vedere la Mia luce, l’uomo sia incapace di amarMi sinceramente per mezzo della sua fede? Per certo la forza e il vigore dell’uomo non sono realmente limitati alle condizioni odierne? Non potrebbe essere che l’uomo abbia bisogno di coraggio per amarMi?
Confidando nella Mia esistenza, le miriadi di cose del creato si sottomettono obbedienti nei luoghi dove risiedono, e in assenza della Mia disciplina, non indulgono in licenzioso abbandono. Di conseguenza, le montagne diventano i confini tra le nazioni sulla terra, le acque diventano barriere per tenere le persone lontane fra le terre e l’aria diventa quella che fluisce da uomo a uomo nello spazio sulla terra. Solo l’umanità è incapace di obbedire veramente alle richieste della Mia volontà; ecco perché dico che, tra tutto il creato, soltanto l’uomo appartiene alla categoria dei disobbedienti. L’uomo non si è mai veramente assoggettato a Me e per questo motivo da sempre l’ho tenuto sotto stretta disciplina. Se in mezzo all’umanità dovesse accadere che la Mia gloria si estenda su tutto l’universo, allora sicuramente prenderò tutta la Mia gloria e la manifesterò davanti all’umanità. Poiché nella sua contaminazione l’uomo è inadatto a osservare la Mia gloria, per migliaia di anni non sono mai uscito allo scoperto, ma sono rimasto nascosto; per questa ragione la Mia gloria non si è mai manifestata di fronte all’umanità e l’uomo è sempre stato immerso nel profondo abisso del peccato. Ho perdonato l’ingiustizia dell’umanità, ma gli esseri umani non sanno come conservare sé stessi e invece si rendono sempre aperti al peccato, permettendo al peccato di danneggiarli. Non è forse questa una mancanza di rispetto e di amore dell’uomo verso sé stesso? Tra gli uomini c’è qualcuno capace di amare veramente? Quante once può pesare la devozione dell’uomo? Non ci sono forse delle cose adulterate mischiate alla sua cosiddetta autenticità? La sua devozione non è mescolata interamente in un calderone? Quello che Io pretendo è l’amore assoluto dell’uomo. L’uomo non Mi conosce e nonostante possa cercare di conoscerMi, non Mi darà il suo cuore vero e sincero. Non pretendo dall’uomo ciò che non è disposto a dare. Se Mi dà la sua devozione, la accetterò senza educata esitazione, ma se non ha fiducia in Me e rifiuta di offrirMi anche solo una briciola di sé stesso, piuttosto di arrabbiarMi di più nei suoi confronti, disporrò semplicemente di lui in qualche altro modo e lo invierò alla casa per la quale è adatto. Il tuono, rotolando attraverso i cieli, si abbatterà sull’uomo; le alte montagne, rovesciandosi, lo seppelliranno; gli animali selvaggi affamati lo prederanno e gli oceani tumultuosi si chiuderanno sopra la sua testa. Mentre l’umanità intraprende un conflitto fratricida, tutti gli uomini cercheranno la loro distruzione nelle calamità generate dall’umanità.
Il Regno si espande nel mezzo dell’umanità, si forma nel mezzo dell’umanità, si erge nel mezzo dell’umanità; non c’è alcuna forza che possa distruggere il Mio Regno. Della Mia gente che si trova nel Regno di oggi, chi di voi non è un essere umano tra gli esseri umani? Chi di voi si trova al di fuori della condizione umana? Quando il Mio nuovo punto di partenza sarà annunciato alla moltitudine, come reagirà l’umanità? Avete visto con i vostri occhi lo stato dell’umanità; sicuramente non nutrite ancora speranze di resistere per sempre in questo mondo? Ora cammino in mezzo alla Mia gente, vivo in mezzo al Mio popolo. Oggi, coloro che serbano un amore sincero nei Miei confronti, persone così, sono benedette; beati coloro che si sottomettono a Me, perché avranno sicuramente un posto nel Mio Regno; beati coloro che Mi conoscono, perché di certo eserciteranno il potere nel Mio Regno; beati coloro che Mi ricercano, perché certamente si sottrarranno ai legami con Satana e si rallegreranno della Mia benedizione; beati coloro che sono in grado di abbandonare se stessi, perché sicuramente accederanno al Mio possedimento ed erediteranno l’abbondanza del Mio Regno. Commemorerò coloro che si affannano per il Mio bene, coloro che si adoperano per il Mio bene, li abbraccerò con gioia, a coloro che Mi faranno offerte darò soddisfazioni. Coloro che trovano appagamento nelle Mie parole saranno da Me benedetti; saranno sicuramente i pilastri che sostengono la trave di colmo nel Mio Regno, avranno di sicuro ricchezze senza pari nella Mia casa e nessuno sarà paragonabile a loro. Avete mai accettato le benedizioni che vi sono state date? Avete mai ricercato le promesse che vi sono state fatte? Sotto la guida della Mia luce spezzerete certamente la stretta mortale delle forze dell’oscurità. Nel mezzo delle tenebre, sicuramente non perderete la luce che vi guida. Signoreggerete sicuramente il creato. Sarete senz’altro vittoriosi davanti a Satana. Durante la caduta del regno del gran dragone rosso, sicuramente vi alzerete tra le innumerevoli moltitudini, per testimoniare la Mia vittoria. Sarete senza dubbio decisi e risoluti nella terra di Sinim. Tramite le sofferenze che sopportate, erediterete i doni che giungono attraverso di Me e irradierete l’intero universo con la Mia gloria.
19 marzo 1992
da La Parola appare nella carne

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