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26 giugno 2018

Che cos'è l’incarnazione? Qual è la sostanza dell’incarnazione?

Versetti biblici di riferimento:

Nel principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era Dio(Giovanni 1:1).
E la Parola è stata fatta carne ed ha abitato per un tempo fra noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiam contemplata la sua gloria, gloria come quella dell’Unigenito venuto da presso al Padre (Giovanni 1:14).
Gesù gli disse: “Da tanto tempo sono con voi e tu non m’hai conosciuto, Filippo? Chi ha veduto me, ha veduto il Padre; come mai dici tu: Mostraci il Padre? Non credi tu ch'io sono nel Padre e che il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico di mio; ma il Padre che dimora in me, fa le opere sue. Credetemi che io sono nel Padre e che il Padre è in me; se no, credete a cagion di quelle opere stesse” (Giovanni 14:9-11).
Io ed il Padre siamo uno (Giovanni 10:30).

Parole di Dio attinenti:

Il significato dell’incarnazione è che Dio appare nella carne e viene a compiere la Sua opera fra gli uomini della Sua creazione sotto l’aspetto della carne. Così, perché Dio Si possa incarnare, Egli deve prima essere carne, carne dotata di normale umanità; questo, quantomeno, deve essere vero. Di fatto, ciò che è implicito nell'incarnazione di Dio è che Egli vive e opera nella carne, Dio nella Sua essenza stessa si fa carne, diventa un uomo.
da “L’essenza della carne abitata da Dio” in La Parola appare nella carne
Il Cristo dotato di normale umanità è una carne in cui Si è concretizzato lo Spirito, che possiede una normale umanità, una ragione ordinaria e un pensiero umano. “Essersi concretizzato” significa Dio che diventa uomo, lo Spirito che Si fa carne; più semplicemente, è quando Dio Stesso risiede in una carne con una normale umanità e tramite essa esprime la Sua opera divina: questo è ciò che significa essersi concretizzato o incarnato.
da “L’essenza della carne abitata da Dio” in La Parola appare nella carne
Il significato dell’incarnazione è che un uomo comune, normale, svolge l’opera di Dio Stesso; vale a dire che Dio compie la Sua opera divina nell’umanità e in tal modo sconfigge Satana. Incarnazione significa che lo Spirito di Dio Si fa carne, vale a dire, Dio diventa carne; l’opera che Egli compie nella carne è l’opera dello Spirito, che è realizzata nella carne, espressa dalla carne. Nessuno tranne la carne di Dio può svolgere il ministero del Dio incarnato; vale a dire, solamente la carne incarnata di Dio, questa normale umanità, e nessun’altra può esprimere l’opera divina. Se, nel corso della Sua prima venuta, anteriormente al ventinovesimo anno d’età, Dio non avesse posseduto la normale umanità, se, al momento della nascita, avesse potuto operare miracoli, se, non appena avesse imparato a parlare, fosse stato in grado di esprimerSi con la lingua del cielo, se, nell'istante in cui avesse messo piede sulla terra, Egli avesse potuto comprendere tutte le questioni terrene, discernere i pensieri e gli intenti di ogni persona, allora non Si sarebbe potuto definire un uomo normale e la Sua carne non si sarebbe potuta denominare carne umana. Se ciò fosse accaduto per Cristo, il significato e l’essenza dell’incarnazione di Dio sarebbero stati persi. Il fatto che possedesse una normale umanità dimostra che Egli era Dio incarnato nella carne; il fatto che sperimentò un normale processo di crescita umana dimostra ulteriormente che era carne normale; e inoltre, la Sua opera è una prova sufficiente che Egli era la Parola di Dio, lo Spirito di Dio, che Si era fatto carne. Dio diventa carne a motivo delle esigenze dell’opera; in altri termini, questa fase dell’opera doveva essere compiuta nella carne, nella normale umanità. Questo è il presupposto per “la Parola è stata fatta carne”, per “la Parola è apparsa nella carne” ed è la vera storia delle due incarnazioni di Dio.
da “L’essenza della carne abitata da Dio” in La Parola appare nella carne
La Sua vita e opera nello stato incarnato si possono dividere in due fasi. La prima corrisponde alla Sua vita precedente allo svolgimento del Suo ministero. Egli vive in una comune famiglia umana, in una condizione di umanità del tutto ordinaria, obbedendo alle leggi e ai principi morali comuni della vita umana, con le necessità umane (cibo, indumenti, rifugio, sonno), le debolezze umane e le emozioni umane normali. In altri termini, nel corso della prima fase, Egli vive in una condizione di umanità del tutto normale, non divina, dedicandoSi a tutte le comuni attività umane. La seconda fase è la vita che Egli vive dopo l’inizio dello svolgimento del Suo ministero. Egli dimora ancora in una condizione di umanità comune con un involucro umano normale, senza mostrare alcun segno esteriore del soprannaturale. Egli, però, vive esclusivamente per il Suo ministero e durante questo periodo la Sua normale umanità esiste interamente al servizio dell’opera ordinaria della Sua divinità; poiché, ormai, la Sua normale umanità è maturata al punto di essere in grado di svolgere il Suo ministero. Così, la seconda fase della Sua vita è caratterizzata dallo svolgimento del Suo ministero nella Sua normale umanità, è una vita sia di normale umanità che di completa divinità. Il motivo per cui, nel corso della prima fase della Sua vita, Egli vive nell'umanità comune completa è che la Sua umanità non è ancora all'altezza dell’interezza dell’opera divina, non è ancora matura; solamente dopo che la Sua umanità diventa matura, capace di farsi carico del Suo ministero, Egli può iniziare a compiere la Sua opera. Dal momento che Egli, in quanto carne, ha bisogno di crescere e maturare, la prima fase della Sua vita è quella della normale umanità, mentre nella seconda fase, poiché la Sua umanità è in grado di intraprendere la Sua opera e svolgere il Suo ministero, la vita che il Dio incarnato vive nel corso del Suo ministero è caratterizzata sia dall'umanità, che dalla completa divinità. Se, dal momento della Sua nascita, il Dio incarnato iniziasse effettivamente il Suo ministero compiendo segni e prodigi soprannaturali, allora non possiederebbe un’essenza corporea. Quindi, la Sua umanità esiste ai fini della Sua essenza corporea; non ci può essere carne senza umanità e una persona senza umanità non è un essere umano. In questo modo, l’umanità della carne di Dio è una proprietà intrinseca della carne incarnata di Dio. Dire che “quando Dio Si fa carne Egli è completamente divino e non è assolutamente umano” è una bestemmia, perché è una presa di posizione impossibile da sostenere, in quanto viola il principio dell’incarnazione. Anche dopo l’inizio dello svolgimento del Suo ministero, la Sua divinità risiede ancora nell'involucro umano esterno quando compie la Sua opera, ma in quel momento, la Sua umanità ha il solo scopo di permettere alla Sua divinità di portare a termine l’opera nella carne normale. Così, chi produce l’opera è la divinità che abita la Sua umanità. È la Sua divinità, non la Sua umanità che è in azione, ma è una divinità celata all'interno della Sua umanità; la Sua opera è compiuta sostanzialmente dalla Sua completa divinità, non dalla Sua umanità. Ma chi esegue l’opera è la Sua carne. Si potrebbe dire che Egli è un uomo ed è anche Dio, perché Dio diventa tale vivendo nella carne, con un involucro umano e un’essenza umana, ma anche l’essenza di Dio.
da “L’essenza della carne abitata da Dio” in La Parola appare nella carne
Il Figlio dell’uomo, fattoSi carne, espresse l’aspetto divino di Dio attraverso il Suo aspetto umano, e comunicò la volontà di Dio all'umanità. E tramite l’espressione della volontà e dell’indole di Dio, Egli rivelò alle persone anche il Dio che non poteva essere visto né toccato nel regno spirituale. Esse, infatti, videro Dio Stesso, tangibile e in carne e ossa. Così il Figlio dell’uomo, fattoSi carne, rese concrete e umanizzate l’identità, la condizione, l’immagine, l’indole, ciò che Dio ha ed è. Sebbene l’aspetto esteriore del Figlio dell’uomo avesse alcune limitazioni in merito all'immagine di Dio, alla Sua essenza e a ciò che ha ed è, e fosse completamente in grado di rappresentare l’identità e la condizione di Dio – c’erano alcune semplici differenze nella forma espressiva. A prescindere dal fatto che si tenga in considerazione l’aspetto umano del Figlio dell’uomo o il Suo aspetto divino, non si può negare che Egli rappresentasse l’identità e la condizione di Dio. Durante questo periodo, comunque, il Dio incarnato lavorò, parlò e stette davanti agli uomini con l’identità e la condizione del Figlio dell’uomo, e ciò diede loro l’opportunità di incontrare e sperimentare le parole sincere e l’opera di Dio tra l’umanità. Essi poterono anche avere un’idea della Sua divinità e della Sua grandezza in mezzo all'umiltà, e acquisire una conoscenza e una definizione preliminari dell’autenticità e della realtà di Dio.
da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso III” in Continuazione di La Parola appare nella carne
Sebbene l’aspetto esteriore del Dio incarnato sia esattamente quello di un uomo, ed Egli apprenda nozioni umane, parli il linguaggio umano e talvolta esprima perfino le Sue idee usando espressioni o strumenti umani, tuttavia il modo in cui Egli vede gli esseri umani e l’essenza delle cose è totalmente diverso dal modo in cui li vedono le persone corrotte. La Sua prospettiva e la Sua statura sono irraggiungibili per una persona corrotta. Questo è perché Dio è la verità, la carne che porta anche possiede l’essenza di Dio, e perché Dio, i Suoi pensieri e le espressioni del Suo lato umano sono la verità. … Per quanto Egli possa essere comune, normale e modesto, o per quanto le persone possano guardarLo dall'alto in basso, nessun individuo potrà mai possedere né imitare i Suoi pensieri e il Suo atteggiamento nei confronti dell’umanità. Egli osserverà sempre l’umanità da una prospettiva divina, dall'altezza della Sua posizione di Creatore. La vedrà sempre attraverso l’essenza e la forma mentis di Dio. Egli non può assolutamente osservare l’umanità dall'altezza di una persona comune, e dalla prospettiva di una persona corrotta. Quando le persone osservano l’umanità, lo fanno con i loro occhi e usano come parametri le conoscenze, le regole e le teorie umane. Tutto questo rimane nell'ambito di ciò che le persone possono vedere con i loro occhi, e nell'ambito di ciò che le persone corrotte possono ottenere. Quando Dio scruta l’umanità, lo fa da un punto di vista divino, e usa la Sua essenza e ciò che Egli ha ed è come parametri di misura. La Sua prospettiva include cose che le persone non possono vedere, ed è proprio sotto questo aspetto che il Dio incarnato e gli esseri umani corrotti sono totalmente dissimili. Questa differenza è determinata dalla diversità tra le essenze degli uomini e di Dio, e sono queste essenze differenti a stabilire le loro identità e posizioni, e anche la prospettiva e l’altezza dalla quale osservano le cose.
da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso III” in Continuazione di La Parola appare nella carne
Il significato dell’incarnazione è che Dio appare nella carne e viene a compiere la Sua opera fra gli uomini della Sua creazione sotto l’aspetto della carne. Così, perché Dio Si possa incarnare, Egli deve prima essere carne, carne dotata di normale umanità; questo, quantomeno, deve essere vero.
Poiché Egli è un uomo con l’essenza di Dio, è al di sopra di tutti gli umani creati, superiore a qualsiasi uomo in grado di compiere l’opera di Dio. E così, fra tutti coloro che possiedono un involucro umano come il Suo, fra tutti coloro che possiedono l’umanità, solamente Egli è il Dio incarnato Stesso: tutti gli altri sono umani creati. Anche se possiedono tutti l’umanità, gli umani creati sono solo umani, mentre Dio incarnato è diverso: nella Sua carne Egli non possiede solamente l’umanità, ma è dotato soprattutto di divinità. La Sua umanità può essere vista nell'aspetto esteriore della Sua carne e nella Sua vita di ogni giorno, ma la Sua divinità è difficile da percepire. Poiché la Sua divinità è esternata solamente quando Egli possiede l’umanità e non è soprannaturale tanto quanto le persone se la immaginano, per loro è molto difficile da vedere. Anche oggi, è estremamente difficile per le persone comprendere la vera essenza del Dio incarnato. Difatti, anche dopo avervene parlato così a lungo, credo che per la maggior parte di voi sia ancora un mistero. La questione è molto semplice: dal momento che Dio Si fa carne, la Sua essenza è un’unione tra umanità e divinità. Questa unione si chiama Dio Stesso, Dio Stesso sulla terra.
da “L’essenza della carne abitata da Dio” in La Parola appare nella carne
Il Dio che Si è fatto carne Si chiama Cristo e Cristo è la carne assunta dallo Spirito di Dio. Questa carne è diversa da qualsiasi uomo che è di carne. Questa differenza è perché Cristo non è fatto di carne e di sangue, ma è l’incarnazione dello Spirito. Egli ha sia una normale umanità e sia una completa divinità. La Sua divinità non è posseduta da nessun uomo. La Sua normale umanità sopporta tutte le normali attività della carne, mentre la Sua divinità svolge l’opera di Dio Stesso. Che si tratti della Sua umanità o della Sua divinità, entrambe sono obbedienti alla volontà del Padre celeste. L’essenza di Cristo è lo Spirito, che è la divinità. Pertanto, la Sua essenza è quella di Dio Stesso; questa essenza non interrompe la Sua opera e non potrebbe fare niente per distruggerla, né mai pronuncerebbe nessuna parola che vada contro la Sua volontà. Quindi il Dio che Si è fatto carne non farebbe assolutamente mai alcuna opera che interrompa la Propria gestione. Questo è quello che tutti gli uomini dovrebbero capire. L’essenza dell’opera dello Spirito Santo è quella di salvare l’uomo ed è per amore della gestione di Dio. Allo stesso modo, l’opera di Cristo è quella di salvare l’uomo ed è per amore della volontà di Dio. Dato che Dio Si è fatto carne, realizza la Sua essenza all'interno della Sua carne, in modo tale che la Sua carne sia sufficiente per intraprendere la Sua opera. Pertanto, tutta l’opera dello Spirito di Dio è sostituita dall'opera di Cristo durante il tempo dell’incarnazione e al centro di tutta l’opera durante tutto il tempo dell’incarnazione c’è l’opera di Cristo. Non può essere confusa con l’opera di qualsiasi altra epoca. E poiché Dio Si fa carne, opera attraverso l’identità della Sua carne; dato che viene nella carne, finisce poi nella carne l’opera da compiere. Sia che si tratti dello Spirito di Dio o che si tratti di Cristo, entrambi sono Dio Stesso e compie l’opera che Egli deve fare e adempie al ministero che deve adempiere.
L’essenza stessa di Dio esercita l’autorità, ma Egli è in grado di ubbidire pienamente all'autorità che viene da Lui. Sia che si tratti dell’opera dello Spirito o della carne, nessuna delle due è in conflitto con l’altra. Lo Spirito di Dio è l’autorità su tutta la creazione. La carne con l’essenza di Dio è anche in possesso di autorità, tuttavia Dio nella carne può fare tutta l’opera obbedendo alla volontà del Padre celeste. Questo non può essere raggiunto o concepito da alcun uomo. Dio Stesso è l’autorità, ma la Sua carne può ubbidire alla Sua autorità. Questo è il significato profondo delle parole: “Cristo obbedisce alla volontà di Dio Padre”. Dio è uno Spirito e può compiere l’opera di salvezza quando può diventare uomo. In ogni caso, Dio Stesso compie la Propria opera; Egli non interrompe né interferisce, tanto meno compie un’opera che è reciprocamente in conflitto, perché l’essenza dell’opera svolta dallo Spirito e dalla carne sono uguali. Che si tratti dello Spirito o della carne, l’una e l’altra operano adempiendo a una volontà e gestiscono la stessa opera. Anche se lo Spirito e la carne hanno due qualità diverse, le loro sostanze sono le stesse; entrambe hanno l’essenza di Dio Stesso e l’identità di Dio Stesso.
da “L’essenza di Cristo è di obbedire alla volontà del Padre celeste” in La Parola appare nella carne
La carne rivestita dallo Spirito di Dio è la carne stessa di Dio. Lo Spirito di Dio è supremo; Egli è onnipotente, santo e giusto. Così, allo stesso modo, anche la Sua carne è suprema, onnipotente, santa e giusta. Una carne simile è in grado di fare solo ciò che è giusto e vantaggioso per l’umanità, ciò che è santo, glorioso e potente e non è in grado di fare una qualsiasi cosa che violi la verità o la moralità e la giustizia, e ancor meno qualsiasi cosa che tradisca lo Spirito di Dio.
da “Un problema gravissimo: il tradimento (2)” in La Parola appare nella carne
Questa carne è uomo ed è anche Dio, è uomo in possesso di umanità normale e anche Dio in possesso di piena divinità. E così, anche se questa carne non è lo Spirito di Dio e Si differenzia notevolmente dallo Spirito, è ancora il Dio incarnato Stesso che salva l’uomo, il Quale è Spirito e anche carne. Indipendentemente da come sia chiamato, in ultima analisi, è ancora Dio Stesso che salva l’umanità. Poiché lo Spirito di Dio è indivisibile dalla carne, e l’opera della carne è anche l’opera dello Spirito di Dio; solo che questa opera non viene compiuta utilizzando l’identità dello Spirito, ma usando l’identità della carne.
da “L’umanità corrotta ha maggiormente bisogno della salvezza del Dio incarnato” in La Parola appare nella carne

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