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16 giugno 2018

Togliti la maschera e ricomincia a vivere da zero

Chen Dan Provincia di Hunan

Verso la fine dell’anno scorso, dato che non ero in grado di far decollare l’opera del vangelo nella mia area, la casa di Dio trasferì da un’altra area un fratello che prendesse il mio incarico. Prima che ciò avesse luogo, non ero stata informata, ma l’avevo indirettamente sentito da una sorella con cui collaboravo. Ero molto arrabbiata. Sospettavo che la persona responsabile non mi avesse informata per timore che non fossi disposta a lasciare il mio incarico e che opponessi resistenza. Di conseguenza, mi feci una pessima opinione della sorella responsabile. Successivamente, la sorella fece una riunione con me e mi chiese come mi sentissi nel venire sostituita. Inizialmente avrei voluto dire ciò che pensavo; ma, temendo che si facesse una cattiva impressione di me e che pensasse che aspiravo a un incarico, dissi con un tono il più possibile rilassato: “Non c’è problema, non sono stata in grado di svolgere un lavoro costruttivo, quindi è giusto che venga sostituita. Non ho commenti particolari da fare sulla questione: qualsiasi compito mi assegni la casa di Dio, io obbedirò”. In questo modo nascosi il mio vero io, proiettando così una versione illusoria di me stessa alla sorella. In seguito, venni mandata dalla casa di Dio a operare come collaboratore della Chiesa. Durante il nostro primo incontro tra collaboratori, il nostro nuovo leader, appena trasferito, mise a nudo la propria condizione. Ci fu una frase in particolare che pronunciò: “Ho perso completamente la mia posizione e la mia reputazione”, che mi colpì come uno schiaffo in faccia: era come se stesse parlando di me. Me ne stavo seduta lì, profondamente triste e arrabbiata, con le lacrime che mi salivano agli occhi, ma le ricacciai indietro temendo che gli altri le notassero. Desideravo mettermi a nudo, ma avevo paura che gli altri collaboratori mi disprezzassero. Per salvare la faccia, nascosi ancora una volta la mia vera condizione, evitando che gli altri vedessero fino a che punto fossi già stata raffinata. Mi obbligai addirittura a sorridere, per mostrare a tutti quanto la mia condizione fosse normale. Allo stesso modo, riversai sul lavoro la mia negatività e, nonostante non osassi battere la fiacca e lavorassi ogni giorno dall’alba al tramonto, sembrava che, quanto più duramente lavorassi, tanto più diventassi inefficiente e si presentassero problemi di ogni genere. L’opera evangelica stava arrivando a un punto morto e il direttore di prima linea e alcuni membri erano stati arrestati dalla polizia del PCC. Di fronte a tutto questo, mi sentivo sull’orlo del collasso e pensavo solo alla mia imminente sostituzione. Anche allora mi rifiutai di mettermi a nudo, volendo far credere ai fratelli e alle sorelle di essere forte e determinata.
Un giorno, in un momento di formazione spirituale, sentii il seguente passo tratto dalla condivisione di Cristo: “Conversando con fratelli e sorelle, alcuni temono fortemente che essi scoprano le difficoltà presenti nel loro cuore. Temono che fratelli e sorelle abbiano qualcosa da ridire su di loro o che li guardino dall’alto in basso. Quando parlano, gli altri percepiscono sempre la loro passione, il fatto che realmente vogliano Dio e che veramente siano ansiosi di mettere in pratica la verità, ma in realtà nel loro cuore sono davvero deboli ed estremamente passivi. Fingono di essere forti, e nessuno riesce a capire come stiano le cose. Anche questo è inganno. In sintesi, qualunque cosa tu faccia (nella vita, nel servire Dio o nel compiere il tuo dovere), se presenti agli altri un volto falso e lo usi per fuorviarli, per indurli ad avere di te un’opinione elevata o a non guardarti dall’alto in basso, li stai ingannando!” (“Per essere onesti bisogna aprirsi agli altri” in Registrazione dei discorsi di Cristo). Dopo aver ascoltato questo passo, rimasi assolutamente sbalordita. Il giudizio di Cristo mi colpì nella profondità del mio essere. Al momento di confrontare le mie azioni con queste parole, sembrava che fossi proprio la persona infida di cui parlava Dio, un’autentica ipocrita. Per dare al leader e ai miei collaboratori l’impressione di essere una persona che era disposta a rinunciare allo status e a seguire le disposizioni che la casa di Dio mi aveva assegnato, mascheravo costantemente me stessa e nascondevo la verità, sacrificando l’opera della casa di Dio e la vita dei fratelli e delle sorelle senza pensarci due volte. Non ero semplicemente disposta a rivelare loro quanto fossero diventati negativi la mia condizione e il mio comportamento, dopo essere stata sostituita; di conseguenza, sin da quando ero stata spogliata della mia posizione di leader e mi era stato assegnato il ruolo di collaboratore, fingevo di essere ferma e determinata, nonostante dentro di me mi sentissi debole e negativa. Vivevo nell’inganno di Satana. Vivevo nell’incomprensione e nel tradimento di Dio. Nonostante ciò, esitavo ancora a mettermi a nudo e a cercare la verità, per porre rimedio alla mia indole corrotta. Com’ero infida e connivente! Eppure, per quanto mi mascherassi bene e nascondessi i miei veri sentimenti, non potevo sfuggire all’osservazione di Dio. Lo Spirito Santo utilizzò la mia inefficienza sul lavoro per svelare tutto. Non ero affatto disposta a rinunciare al mio status, ma facevo di tutto per salvare la faccia e preservare la mia posizione, proiettando una falsa immagine di me stessa per prendermi gioco dei miei fratelli e delle sorelle e confonderli. Come potevo non sapere che, agendo in tal modo, non solo avrei intrappolato me stessa, ma avrei anche arrecato un grave danno all’opera della casa di Dio? Quanto è stato pericoloso giocare con l’opera della casa di Dio e con la mia stessa vita!
A quel punto, non potei fare a meno di chiedermi: “Perché proietto sempre un’immagine falsa di me stessa agli altri? Non si deve forse al fatto che la mia natura infida mi ordina sempre di salvare la faccia e proteggere il mio status?” Attraverso l’illuminazione dello Spirito Santo, giunsi a riconoscere il modo in cui il veleno di Satana mi stava infettando. I detti: “Come un albero vive per la sua corteccia, così l’uomo vive per la propria faccia” e “l’uomo lascia dietro di sé il proprio nome, come l’oca emette il suo grido ovunque voli” si erano già radicati così in profondità nella mia anima che tutte le mie azioni ne erano profondamente influenzate e orchestrate. Ripensai a come ciò si fosse manifestato in passato: quante volte avevo agito contro il principio della verità nell’adempimento dei miei doveri, nascondendo la realtà della situazione per salvare la faccia e per paura che, se lo avessi detto agli altri, mi avrebbero criticata? Quante volte avevo danneggiato gravemente la mia vita perché, pur essendo dolorosamente consapevole del fatto che la mia condizione fosse in cattivo stato e sapendo che avrei dovuto mettere me stessa a nudo in comunione con gli altri, sceglievo di soffrire in silenzio anziché aprirmi e cercare il sentiero della luce, per timore di essere disprezzata? In sostanza, ogni volta che erano in gioco la mia faccia e la mia reputazione, mi travestivo in modo subdolo e proiettavo un’immagine falsa per ingannare Dio e confondere gli altri. Nonostante Dio cercasse di salvarmi attraverso innumerevoli rivelazioni, la mia natura infida mi ordinava ugualmente di costruire un’immagine falsa, imbrogliare Dio e confondere gli altri. In questo modo, come poteva Dio operare in me? Se avessi continuato su questa strada, in che modo avrei potuto ricevere la salvezza? Com’era possibile che tutto ciò non scatenasse l’ira di Dio? In preda alla paura, mi prostrai al cospetto di Dio: “Dio Onnipotente, io non merito di stare al Tuo cospetto! La mia natura infida ha causato un grave danno all’opera della casa di Dio, ma Tu non mi hai punita per i miei misfatti e mi hai persino dato un’occasione per ravvedermi. Ora non domando che Tu mi tolleri o che gli altri mi ammirino, chiedo soltanto che il Tuo giudizio e il Tuo castigo mi accompagnino sempre. Attraverso il Tuo giudizio e il Tuo castigo, permettimi di vedere la Tua indole giusta e di comprendere pienamente la mia natura infida, di modo che io possa liberarmi dal mio travestimento e vivere onestamente”.
Solo liberandomi dal mio travestimento e comportandomi onestamente raggiungerò la salvezza di Dio.
Successivamente, lessi il seguente passaggio che riportava le parole di Dio: “Sincerità significa donare il vostro cuore a Dio, mai imbrogliarLo; essere franchi con Lui in ogni cosa, senza mai nascondere la verità; mai fare ciò che inganna i superiori e illude i subordinati e mai fare ciò che serve soltanto a ingraziarsi Dio. In breve, essere sinceri vuol dire astenersi dall’impurità nelle vostre azioni e parole, e non ingannare né Dio né gli uomini. … Se hai molte confidenze che sei restio a condividere e se non sei affatto disposto a rivelare i tuoi segreti – vale a dire le tue difficoltà – davanti agli altri, così da cercare la via della luce, allora dico che sei uno che non riceverà facilmente la salvezza e che non emergerà facilmente dalle tenebre. Se cercare la verità ti soddisfa, allora sei uno che dimora sempre nella luce” (“Tre ammonimenti” in La Parola appare nella carne). Tramite le parole di Dio compresi che coloro che non sono disposti a condividere le loro confidenze e a mettere a nudo le proprie difficoltà nel cercare la verità sono persone infide. Poiché Dio odia e detesta gli infidi, lo Spirito Santo non opera dentro di loro e, indipendentemente da quanti anni pratichino la fede in Dio, non riceveranno mai la Sua salvezza e, alla fine, verranno eliminati. Grazie all’illuminazione della parola di Dio, riuscii a comprendere che il motivo per cui avevo fallito nel servizio a Dio era dovuto alla mia natura infida. Non ero mai stata disposta a donare il mio cuore a Dio, a mettere a nudo me stessa innanzi a Dio o ai fratelli e alle sorelle e a ricevere il giudizio e i castighi di Dio per purificare me stessa. Di conseguenza, vivevo in una condizione sbagliata, avevo perso l’opera dello Spirito Santo ed ero precipitata nelle tenebre. Se avessi esposto la mia condizione di allora durante l’incontro con la sorella incaricata, lei sarebbe entrata in comunione con me e mi avrebbe sicuramente comunicato la verità; in tal modo, la mia condizione sarebbe migliorata all’istante. Se mi fossi semplicemente messa a nudo, il mio rapporto con Dio sarebbe stato normale e non avrei covato dei pregiudizi nei confronti della sorella, né avrei causato un così grave danno all’opera della casa di Dio. Rendo grazie a Dio per avermi rivelato la Sua indole giusta. Attraverso la parola di Dio la mia condizione mi fu svelata e venne giudicata e, di conseguenza, giunsi a riconoscere la mia natura infida e la principale causa dei miei fallimenti. La rivelazione e il giudizio di Dio mi indicarono, inoltre, una strada da seguire: per quante difficoltà io incontri o per quanto misera sia la mia condizione, soltanto mettendomi a nudo e utilizzando la verità per individuare la soluzione, e agendo secondo la parola di Dio, riceverò l’opera dello Spirito Santo. Solo liberandomi dal mio travestimento e comportandomi onestamente raggiungerò la salvezza di Dio.
Nelle parole di Dio trovai la speranza e il mio cuore ne fu profondamente commosso. Sebbene le mie azioni abbiano ferito profondamente Dio, Egli non mi ha mai abbandonato, ma è sempre presente e realizza serenamente la Sua salvezza. Dietro a questo giudizio e castigo apparentemente severi, è completamente manifesta la sincera considerazione di Dio. Ho sperimentato davvero cosa si intende con “un amore profondo come quello che un padre esprime nella guida del figlio”. L’essenza di Dio non la si trova solo nella fedeltà, ma anche nella bellezza e nella bontà. Tutto ciò che Egli proclama è verità e dovrebbe essere apprezzato da tutti gli uomini, perché nessun membro dell’umanità corrotta possiede questa essenza divina. Benché la mia vera natura sia infida e spregevole e sebbene tutto quello che ho fatto sia in contrasto con la verità, prometto di ritornare a Dio e di fare del mio meglio per cercare la verità, fare il possibile per operare un cambiamento della mia indole e non nascondermi mai più, pur di proteggere il mio inutile status e salvare la faccia. In futuro, a prescindere da qualunque difficoltà o condizione spiacevole mi trovi ad affrontare, prometto di mettermi a nudo con gli altri nella ricerca della verità e di vivere onestamente per confortare il cuore di Dio!
Fonte: La Chiesa di Dio Onnipotente

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