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31 luglio 2017

L’opera di Dio, l’indole di Dio, e Dio Stesso III Parte 4



6. Il discorso della montagna
1) Le beatitudini (Matteo 5:3-12)
2) Il sale e la luce (Matteo 5:13-16)
3) La legge (Matteo 5:17-20)
4) L’ira (Matteo 5:21-26)
5) L’adulterio (Matteo 5:27-30)
6) Il divorzio (Matteo 5:31-32)
7) I giuramenti (Matteo 5:33-37)
8) Occhio per occhio (Matteo 5:38-42)
9) Amate i vostri nemici (Matteo 5:43-48)
10) Istruzioni sull’elemosina (Matteo 6:1-4)
11) La preghiera (Matteo 6:5-8)
7. Le parabole del Signore Gesù
1) La parabola del seminatore (Matteo 13:1-9)
2) La parabola della zizzania (Matteo 13:24-30)
3) La parabola del granello di senape (Matteo 13:31-32)
4) La parabola del lievito (Matteo 13:33)
5) La parabola della zizzania spiegata (Matteo 13:36-43)
6) La parabola del tesoro (Matteo 13:44)
7) La parabola della perla (Matteo 13:45-46)
8) La parabola della rete (Matteo 13:47-50)
8. I comandamenti
(Matteo 22:37-39) E Gesù gli disse: Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta l’anima tua e con tutta la mente tua. Questo è il grande e il primo comandamento. Il secondo, simile ad esso, è: Ama il tuo prossimo come te stesso.
Per prima cosa diamo uno sguardo a tutte le parti del “Discorso della Montagna”. A che cosa sono collegate? Si può affermare con certezza che esse sono più elevate, concrete e vicine alle vite delle persone rispetto alle regole dell’Età della Legge. Per dirlo con termini moderni, sono più attinenti all’effettiva pratica religiosa delle persone.
Leggiamo il contenuto specifico del seguente passaggio: come dovresti interpretare le beatitudini? Che cosa dovresti sapere della legge? Come dovrebbe essere definita l’ira? Come dovrebbero essere trattati gli adulteri? Che cosa viene detto e che regole vigono in merito al divorzio? Chi può divorziare e chi invece non può farlo? E che ne dite dei giuramenti, di “occhio per occhio”, di “amate i vostri nemici”, delle istruzioni per l’elemosina, e così via? Tutte queste cose hanno a che fare con ogni aspetto della professione della fede in Dio fatta dagli uomini e con il loro modo di seguirLo. Alcune di queste pratiche sono ancora pertinenti al giorno d’oggi, ma sono più rudimentali rispetto alle attuali necessità delle persone. Sono verità abbastanza elementari che le persone incontrano nel loro percorso di fede in Dio. Dal momento in cui il Signore Gesù ha iniziato la Sua opera, Egli stava già cominciando a lavorare sull’indole vitale degli esseri umani, ma si basava sui fondamenti delle leggi. Le regole e le massime su questi argomenti avevano qualcosa a che fare con la verità? Ovviamente! Le regole precedenti, i principi e il discorso nell’Età della Grazia erano riferiti all’indole di Dio, a ciò che ha ed è, e naturalmente alla verità. A prescindere da ciò che Dio esprime, dal modo in cui lo esprime o dal tipo di linguaggio che usa per esprimerSi, il Suo fondamento, la Sua origine e il Suo punto di partenza sono tutti basati sui principi della Sua indole, di ciò che ha ed è. Su questo non ci sono dubbi. Quindi, malgrado Egli abbia detto cose che adesso sembrano un po’ frivole, non si può comunque dire che esse non corrispondano alla verità, perché nell’Età della Grazia erano essenziali affinché le persone potessero fare la volontà di Dio e riuscire a cambiare la loro indole. Potresti mai dire che qualcuno dei concetti espressi nel discorso non sia conforme alla verità? No! Ognuno di essi corrisponde alla verità perché ognuno di essi rappresenta una richiesta fatta da Dio all’umanità; inoltre questi concetti indicano dei principi e un campo d’azione dati da Dio per sapere come comportarsi, e simboleggiano l’indole di Dio. Comunque, in base al livello della loro crescita nella vita a quel tempo, gli uomini erano solo in grado di accettare e comprendere queste cose. Dal momento che il peccato dell’umanità non era stato ancora cancellato, il Signore Gesù poté soltanto pronunciare queste parole, e usare questi semplici insegnamenti, mantenendosi in questo ambito, per dire alle persone di quell’epoca come dovevano agire, cosa dovevano fare, quali principi dovevano seguire, i limiti che non dovevano superare, e il modo in cui dovevano credere in Dio e soddisfare le Sue richieste. Tutti questi elementi venivano determinati sulla base della statura morale dell’umanità a quel tempo. Per le persone che vivevano secondo la legge non era facile accettare questi insegnamenti, quindi ciò che il Signore Gesù insegnò dovette rimanere confinato entro questo ambito.
Adesso, diamo uno sguardo al contenuto delle “Parabole del Signore Gesù”.
La prima è quella del seminatore, ed è una parabola molto interessante; la semina è un’attività comune nelle vite delle persone. La seconda è quella della zizzania. Per quanto riguarda la zizzania, gli adulti e chiunque abbia avviato una coltivazione sa che cosa si intende. La terza parabola è quella del granello di senape. Tutti voi sapete che cosa è la senape, vero? Se non lo sapete, potete dare uno sguardo alla Bibbia. Per quanto concerne la quarta, quella del lievito, la maggior parte della gente sa che esso viene usato per la fermentazione, e che è adoperato dalle persone nella loro vita quotidiana. Tutte le parabole qui di seguito, comprese la sesta, la parabola del tesoro, la settima, la parabola della perla, e l’ottava, la parabola della rete, sono tutte tratte dalle vite delle persone; tutte provengono dalle vite reali delle persone. Che tipo di immagine danno queste parabole? Danno l’immagine di un Dio che diventa una persona normale e vive in mezzo agli uomini, usando il linguaggio di una vita normale, usando il linguaggio umano per comunicare con gli uomini e fornire loro ciò di cui hanno bisogno. Quando Dio Si fece carne e visse in mezzo alle persone per un lungo periodo, dopo aver sperimentato e visto i loro diversi stili di vita, sfruttò queste esperienze come un manuale di riferimento per trasformare il Suo linguaggio divino in un linguaggio umano. Ovviamente, le cose che vide e sentì nella vita arricchirono l’esperienza umana del Figlio dell’uomo. Quando Egli voleva che le persone comprendessero delle verità, che capissero una parte della volontà di Dio, poteva usare parabole simili a quelle descritte sopra per parlare con loro della volontà di Dio e delle richieste da Egli fatte all’umanità. Queste parabole erano tutte collegate alle vite degli uomini, e non ce n’era alcuna che se ne discostasse. Quando il Signore Gesù visse in mezzo agli uomini, osservò gli agricoltori prendersi cura dei loro campi, e sapeva cosa fossero la zizzania e il lievito; capì che agli uomini piacciono i tesori, e quindi usò le metafore del tesoro e della perla; spesso vide i pescatori lanciare le loro reti, e così via. Il Signore Gesù osservò queste attività nelle vite degli uomini, e sperimentò anche questo tipo di vita. Era uguale a ogni altra persona normale, mangiava tre volte al giorno e aveva un Suo tran-tran quotidiano. Sperimentò personalmente la vita di una persona comune, e fu testimone delle vite di altre persone. Quando vide e sperimentò personalmente tutto questo, non pensò a come avere una bella vita o a come poter vivere più liberamente e in modo più confortevole. Nel momento in cui stava conducendo un’esistenza umana autentica, il Signore Gesù notò la sofferenza nella vita della gente, la miseria e la tristezza delle persone corrotte da Satana, che vivevano sotto il suo dominio e nel peccato. Mentre Egli stava vivendo come un essere umano, sperimentò sulla Sua pelle quanto fossero inermi le persone che vivevano nella corruzione, e vide e notò la miseria di coloro che vivevano nel peccato, persi nella tortura inflitta a loro da Satana, dal maligno. Quando il Signore Gesù vide queste cose, le vide sotto le Sue sembianze divine o sotto quelle umane? Il Suo lato umano esisteva realmente – era molto vivo – ed Egli poteva sperimentare e vedere tutto, ma ovviamente anche la Sua essenza, la Sua divinità vide parimenti ciò. In altre parole, Cristo Stesso, il Signore Gesù uomo vide tutto questo, ed ogni cosa che vide Gli fece percepire l’importanza e la necessità del lavoro che aveva intrapreso in questo periodo della Sua vita sotto sembianze umane. Nonostante Egli Stesso sapesse che nella Sua vita umana avrebbe dovuto farSi carico di una responsabilità davvero immensa, e fosse consapevole della crudeltà della pena che avrebbe affrontato, quando vide gli uomini inermi nel peccato, la miseria delle loro esistenze e le loro battaglie irresolute di fronte alla legge, Egli sentì ancora più dolore, e divenne sempre più ansioso di salvare l’umanità dal peccato. A prescindere dal tipo di difficoltà che avrebbe affrontato o dal genere di pena che avrebbe sofferto, Egli fu sempre più determinato a redimere l’umanità che viveva nel peccato. Durante questo processo, si potrebbe dire che il Signore Gesù avesse iniziato a capire con maggiore chiarezza il lavoro che doveva svolgere e il compito che Gli era stato assegnato. Inoltre era crescente il Suo desiderio di portare a termine la Sua opera – di farSi carico dei peccati dell’umanità, e di espiarli al suo posto affinché essa non vivesse più nel peccato e Dio fosse in grado di dimenticare i peccati degli uomini grazie a quest’offerta sacrificale, consentendoGli di agevolare la Sua opera di salvezza dell’umanità. Si potrebbe dire che nel Suo cuore il Signore Gesù fosse disposto a offrire Se Stesso per l’umanità, a sacrificarSi in prima persona. Voleva anche fungere da offerta sacrificale e farSi crocifiggere, ed era ansioso di portare a termine il Suo lavoro. Quando vide le condizioni misere in cui versavano le vite degli uomini, volle ancor di più compiere la Sua missione il più velocemente possibile, senza tardare un solo secondo. Quando provò questa sensazione di impellenza, non rifletté su quanto sarebbe stata grande la Sua sofferenza, né pensò più a quanta umiliazione avrebbe dovuto subire – Egli aveva soltanto una convinzione nel Suo cuore: finché Si sarebbe sacrificato, finché Si sarebbe fatto crocifiggere come un’offerta sacrificale, la volontà di Dio avrebbe prevalso ed Egli sarebbe stato pronto a cominciare la Sua nuova opera. Le vite peccaminose degli uomini e la loro esistenza nel peccato sarebbero cambiate completamente. La Sua convinzione e la Sua risolutezza erano collegate alla salvezza dell’umanità, ed Egli aveva soltanto un obiettivo: fare la volontà di Dio, in modo tale che Egli potesse avviare con successo la nuova fase del Suo lavoro. Questo era quello che aveva in mente il Signore Gesù in quel tempo.
Vivendo nella carne, il Dio incarnato possedeva una normale umanità; Egli provava emozioni e faceva dei ragionamenti di una normale persona. Sapeva che cosa fossero la felicità e la sofferenza, e quando vide l’umanità avvezza a questo genere di vita, dal profondo del Suo cuore capì che per condurla fuori dal peccato non sarebbe stato sufficiente soltanto darle degli insegnamenti o rifornirla di qualcosa. E nemmeno far sì che essa obbedisse ai comandamenti avrebbe potuto redimerla dal peccato – soltanto quando Egli Si fece carico dei peccati degli uomini e la Sua carne diventò simile a quella dei peccatori, poté ottenere in cambio la libertà e il perdono per loro. Quindi dopo che il Signore Gesù ebbe sperimentato e visto da vicino le vite degli uomini nel peccato, nel Suo cuore Si manifestò l’intenso desiderio di permettere loro di liberarsi da un’esistenza che si batteva nel peccato. Questo desiderio Gli fece sentire sempre più la necessità di andare sulla croce e di farSi carico dei peccati dell’umanità il più presto possibile, il più velocemente possibile. Questi erano i pensieri del Signore Gesù in quel tempo, dopo che aveva vissuto con le persone e visto, sentito e percepito la miseria delle loro vite nel peccato. Il fatto che il Dio incarnato potesse avere questo tipo di volontà nei confronti dell’umanità, che potesse esprimere e rivelare un’indole di questo genere – è qualcosa che potrebbe avere anche una persona comune? Se vivesse in un ambiente di questo tipo, che cosa vedrebbe una persona comune? A che cosa penserebbe? Se una persona comune affrontasse tutta questa situazione, osserverebbe i problemi da una prospettiva elevata? Assolutamente no! Sebbene l’aspetto esteriore del Dio incarnato sia esattamente quello di un uomo, ed Egli apprenda nozioni umane, parli il linguaggio umano e talvolta esprima perfino le Sue idee usando espressioni o strumenti umani, tuttavia il modo in cui Egli vede gli esseri umani e l’essenza delle cose è totalmente diverso dal modo in cui li vedono le persone corrotte. La Sua prospettiva e la Sua statura sono irraggiungibili per una persona corrotta. Questo è perché Dio è la verità, la carne che porta anche possiede l’essenza di Dio, e perché Dio, i Suoi pensieri e le espressioni del Suo lato umano sono la verità. Per le persone corrotte, le espressioni del Dio incarnato sono fornitura di verità e di vita. Tali forniture non sono destinate a una sola persona, ma a tutta l’umanità. Nel suo cuore una persona corrotta ha spazio soltanto per quelle poche persone che sono legate a lui, a cui vuole bene e per le quali si preoccupa. Quando si profila un disastro all’orizzonte per prima cosa egli pensa ai suoi figli, a sua moglie o ai suoi genitori, e una persona più filantropica al massimo si preoccuperebbe anche per qualche parente o per un caro amico; gli interesserebbe altro? No! Perché, alla fin fine, gli esseri umani sono solo esseri umani, e possono osservare tutto soltanto dalla prospettiva e dalla statura proprie di una persona. Tuttavia, il Dio incarnato è completamente diverso da una persona corrotta. Per quanto Egli possa essere comune, normale e modesto, o per quanto le persone possano guardarLo dall’alto in basso, nessun individuo potrà mai possedere né imitare i Suoi pensieri e il Suo atteggiamento nei confronti dell’umanità. Egli osserverà sempre l’umanità da una prospettiva divina, dall’altezza della Sua posizione di Creatore. La vedrà sempre attraverso l’essenza e la forma mentis di Dio. Egli non può assolutamente osservare l’umanità dall’altezza di una persona comune, e dalla prospettiva di una persona corrotta. Quando le persone osservano l’umanità, lo fanno con i loro occhi e usano come parametri le conoscenze, le regole e le teorie umane. Tutto questo rimane nell’ambito di ciò che le persone possono vedere con i loro occhi, e nell’ambito di ciò che le persone corrotte possono ottenere. Quando Dio scruta l’umanità, lo fa da un punto di vista divino, e usa la Sua essenza e ciò che Egli ha ed è come parametri di misura. La Sua prospettiva include cose che le persone non possono vedere, ed è proprio sotto questo aspetto che il Dio incarnato e gli esseri umani corrotti sono totalmente dissimili. Questa differenza è determinata dalla diversità tra le essenze degli uomini e di Dio, e sono queste essenze differenti a stabilire le loro identità e posizioni, e anche la prospettiva e l’altezza dalla quale osservano le cose. Nel Signore Gesù riscontrate l’espressione e la manifestazione di Dio Stesso? Si potrebbe dire che le azioni e le parole del Signore Gesù fossero collegate al Suo ministero e all’opera di gestione di Dio, che fossero l’espressione e la manifestazione dell’essenza di Dio. Sebbene Egli avesse un aspetto esteriore da uomo, l’essenza e la manifestazione del Suo lato divino non potevano essere negate. Questo aspetto esteriore da uomo era realmente una manifestazione della natura umana? Nella Sua vera essenza il Suo aspetto da uomo era totalmente diverso dall’aspetto delle persone corrotte. Il Signore Gesù era il Dio incarnato, e se fosse stato davvero una delle normali persone corrotte, avrebbe potuto osservare le vite umane peccaminose da una prospettiva divina? Assolutamente no! Questa è la differenza tra il Figlio dell’uomo e le persone comuni. Gli uomini corrotti vivono tutti nel peccato, e quando qualcuno di loro vede il peccato, non prova una sensazione particolare al riguardo; essi sono tutti uguali, proprio come un maiale che vive nel fango e non si sente affatto a disagio o sporco – mangia bene, e dorme profondamente. Se qualcuno pulisse il porcile, di fatto il maiale non si sentirebbe a suo agio e non rimarrebbe pulito. In breve tempo, si starebbe ancora rotolando nel fango, completamente a suo agio, perché è una creatura sporca. Quando gli uomini vedono un maiale, lo ritengono lordo, e se lo puliscono, il maiale non si sente meglio – per questo motivo nessuno tiene un maiale in casa. Il modo in cui gli uomini considerano i maiali sarà sempre diverso da quello in cui i maiali percepiscono se stessi, perché gli esseri umani e i maiali appartengono a due categorie distinte. E poiché il Figlio dell’uomo fattoSi carne è diverso dagli uomini corrotti, soltanto il Dio incarnato può ergerSi da una prospettiva divina, e stare all’altezza di Dio per osservare l’umanità e tutte le cose.
Quando Dio Si fa carne e vive in mezzo alle persone, che genere di sofferenza prova? Qualcuno lo capisce davvero? Alcune persone dicono che Dio soffra enormemente e, sebbene Egli sia Dio Stesso, esse non capiscono la Sua essenza e Lo trattano sempre come una persona, cosa che Lo fa sentire addolorato e denigrato – esse dicono che la sofferenza di Dio sia realmente grande. Altri sostengono che Dio sia innocente e senza peccato, ma che soffra come l’umanità e patisca la persecuzione, la calunnia e le umiliazioni con essa; essi aggiungono che Egli sopporta anche i malintesi e la disobbedienza dei Suoi seguaci – la sofferenza di Dio non può essere effettivamente misurata. Sembra che voi non comprendiate veramente Dio. Di fatto, la sofferenza di cui parlate non conta come la reale sofferenza per Dio, perché ci sono sofferenze peggiori di questa. Allora qual è la vera sofferenza per Dio Stesso? Qual è la vera sofferenza per il Dio incarnato? Per Dio, il fatto che l’umanità non Lo comprenda non è motivo di sofferenza, come non lo è il fatto che le persone si creino dei malintesi su di Lui e non riescano a vederLo come un Dio. Tuttavia, spesso gli uomini ritengono che Dio sia stato vittima di una grande ingiustizia, che nel Suo periodo di vita da uomo non abbia potuto mostrare la Sua persona all’umanità, per permetterle di vedere la Sua grandezza, e che il fatto di essere stato umilmente nascosto in un corpo insignificante sia stato un tormento per Lui. Le persone si portano nel cuore ciò che possono comprendere e vedere della sofferenza di Dio, mostrano ogni sorta di compassione nei Suoi confronti, e spesso Gli rendono anche una piccola lode. In realtà c’è una differenza, un divario tra quello che le persone capiscono della sofferenza di Dio e quello che Egli realmente sente. Vi dico la verità – per Dio, non importa se si parli dello Spirito di Dio o del Dio incarnato, perché quella sofferenza non è vera sofferenza. Allora qual è il reale motivo della sofferenza di Dio? Parliamo della sofferenza di Dio soltanto dalla prospettiva del Dio incarnato.
Quando Dio Si fa carne, diventando una persona normale e comune, vivendo in mezzo alle persone, fianco a fianco con loro, non riesce a vedere e percepire i loro metodi, le loro leggi e le loro filosofie di vita? Questi metodi e queste leggi di vita come Lo fanno sentire? Prova disgusto nel Suo cuore? Perché dovrebbe provare disgusto? Quali sono i metodi e le leggi di vita delle persone? In quali principi sono radicati? Su che cosa sono basati? I metodi, le leggi e svariati altri elementi della vita umana sono stati creati sulla base della logica, della conoscenza e della filosofia di Satana. Gli esseri umani che vivono osservando leggi di questo genere non conoscono umanità e verità – sfidano tutti la verità e sono ostili a Dio. Se diamo uno sguardo all’essenza di Dio, vediamo che essa è l’esatto opposto della logica, della conoscenza e della filosofia di Satana. La Sua essenza è piena di giustizia, verità e santità, e altre realtà di tutte le cose positive. Dio che cosa sente nel Suo cuore, essendo in possesso di quest’essenza e vivendo tra uomini del genere? Non soffre profondamente? Il Suo cuore soffre, e questo dolore non può essere compreso o percepito da nessuno, poiché tutto ciò che Egli affronta, incontra, sente, vede e sperimenta è la corruzione degli uomini, la loro malvagità, la loro ribellione e la loro resistenza alla verità. Tutto quello che proviene dagli esseri umani è la fonte della Sua sofferenza. In altre parole, dal momento che la Sua essenza è diversa da quella degli uomini corrotti, la stessa corruzione degli uomini diventa la fonte della Sua più grande sofferenza. Quando Dio Si fa carne, è in grado di trovare qualcuno con cui condividere un linguaggio comune? Tra gli uomini non può trovare nessuno. Non può trovare nessuno che possa comunicare, avere questo scambio con Lui – secondo te che genere di sensazione prova Dio in questo caso? Le cose di cui le persone discutono, che amano, che perseguono e desiderano hanno tutte a che fare con il peccato e con le inclinazioni maligne. Quando Dio affronta tutto questo, non è come se ricevesse una coltellata al cuore? Di fronte a queste cose, potrebbe provare gioia nel Suo cuore? Potrebbe trovare conforto? Coloro che vivono con Lui sono esseri umani pieni di ribellione e malvagità – come potrebbe non soffrire il Suo cuore? In realtà quanto è grande questa sofferenza, e chi se ne preoccupa? Chi vi presta attenzione? E chi potrebbe capirla? Le persone non hanno gli strumenti per comprendere il cuore di Dio. La Sua sofferenza è qualcosa che le persone sono particolarmente incapaci di percepire, e la freddezza e l’insensibilità degli uomini rendono la sofferenza di Dio ancora più profonda.
Ci sono persone che spesso provano pietà per la situazione di Cristo perché un verso della Bibbia recita: “Le volpi hanno delle tane e gli uccelli del cielo dei nidi, ma il Figliuol dell’uomo non ha dove posare il capo”. Quando le persone sentono queste parole, le portano nel loro cuore e credono che questa sia la più grande sofferenza patita da Dio e da Cristo. Osservando la situazione dalla prospettiva dei fatti, è questo il caso? Dio non crede che queste difficoltà siano motivo di sofferenza. Non ha mai protestato con veemenza contro l’ingiustizia delle difficoltà avute nella Sua vita da uomo, e non ha mai fatto in modo che gli esseri umani dovessero ripagarLo o ricompensarLo con qualcosa. Comunque, quando scruta tutto ciò che riguarda gli uomini, le vite corrotte e la malvagità degli uomini corrotti, quando nota che l’umanità è in mano a Satana, è sua prigioniera e non riesce a fuggire, che le persone che vivono nel peccato non sanno cosa sia la verità – Egli non può tollerare tutti questi peccati. Il Suo disgusto verso gli uomini aumenta ogni giorno, ma Egli deve sopportare tutto questo, e questa è la grande sofferenza di Dio. Egli non può nemmeno manifestare completamente la Sua voce o le Sue emozioni ai Suoi seguaci, e nessuno di loro può capire realmente la Sua sofferenza. Nessuno prova a comprendere o a confortare il Suo cuore – il Suo cuore si fa carico di questa sofferenza giorno dopo giorno, anno dopo anno, più e più volte. Che cosa deducete da tutto questo? Dio non chiede nulla in cambio agli uomini per ciò che gli ha dato, ma a causa della Sua essenza, Egli non può assolutamente tollerare la loro malvagità, la loro corruzione e i loro peccati, ma al contrario prova astio e un profondo disgusto, sentimenti che portano il cuore di Dio e la Sua carne a patire una sofferenza infinita. Riuscite a capire la situazione? Molto probabilmente nessuno di voi ci riesce, perché nessuno di voi è in grado di comprendere veramente Dio. Nel tempo avrete modo di sperimentare gradualmente tutto questo da soli.

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