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19 novembre 2018

Cos’è l’incarnazione? Qual è l’essenza dell’incarnazione?

Versetti biblici di riferimento:

E la Parola è stata fatta carne ed ha abitato per un tempo fra noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiam contemplata la sua gloria, gloria come quella dell’Unigenito venuto da presso al Padre (Giovanni 1:14).
Io son la via, la verità e la vita (Giovanni 14:6).
Gesù gli disse: “Da tanto tempo sono con voi e tu non m’hai conosciuto, Filippo? Chi ha veduto me, ha veduto il Padre; come mai dici tu: Mostraci il Padre? Non credi tu ch’io sono nel Padre e che il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico di mio; ma il Padre che dimora in me, fa le opere sue. Credetemi che io sono nel Padre e che il Padre è in me; se no, credete a cagion di quelle opere stesse” (Giovanni 14:9-11).
Io ed il Padre siamo uno (Giovanni 10:30).

Parole di Dio attinenti:

Il significato dell’incarnazione è che Dio appare nella carne e viene a compiere la Sua opera fra gli uomini della Sua creazione sotto l’aspetto della carne. Così, perché Dio Si possa incarnare, Egli deve prima essere carne, carne dotata di normale umanità; questo, quantomeno, deve essere vero. Di fatto, ciò che è implicito nell’incarnazione di Dio è che Egli vive e opera nella carne, Dio nella Sua essenza stessa si fa carne, diventa un uomo.
da “L’essenza della carne abitata da Dio” in La Parola appare nella carne
Il Cristo dotato di normale umanità è una carne in cui Si è concretizzato lo Spirito, che possiede una normale umanità, una ragione ordinaria e un pensiero umano. “Essersi concretizzato” significa Dio che diventa uomo, lo Spirito che Si fa carne; più semplicemente, è quando Dio Stesso risiede in una carne con una normale umanità e tramite essa esprime la Sua opera divina: questo è ciò che significa essersi concretizzato o incarnato.
da “L’essenza della carne abitata da Dio” in La Parola appare nella carne
Dio incarnato è chiamato Cristo, e così il Cristo che può offrire agli esseri umani la verità è chiamato Dio. Non vi è nulla di eccessivo in questo, poiché Egli possiede la sostanza di Dio e possiede l’indole di Dio e la sapienza della Sua opera, che sono irraggiungibili per l’uomo. Coloro che si proclamano Cristo ma non sanno eseguire l’opera di Dio sono degli impostori. Cristo non è solamente la manifestazione di Dio in terra, ma è invece la carne particolare assunta da Dio nell’eseguire e nel portare a termine la Sua opera fra gli uomini. Questa carne non può essere sostituita da un uomo qualunque, ma può svolgere adeguatamente l’opera di Dio in terra, esprimere la Sua indole, ben rappresentarLo e fornire la vita all’uomo.
da “Solo il Cristo degli ultimi giorni può offrire all’uomo la via della vita eterna” in La Parola appare nella carne
Poiché Egli è un uomo con l’essenza di Dio, è al di sopra di tutti gli umani creati, superiore a qualsiasi uomo in grado di compiere l’opera di Dio. E così, fra tutti coloro che possiedono un involucro umano come il Suo, fra tutti coloro che possiedono l’umanità, solamente Egli è il Dio incarnato Stesso: tutti gli altri sono umani creati. Anche se possiedono tutti l’umanità, gli umani creati sono solo umani, mentre Dio incarnato è diverso: nella Sua carne Egli non possiede solamente l’umanità, ma è dotato soprattutto di divinità. La Sua umanità può essere vista nell’aspetto esteriore della Sua carne e nella Sua vita di ogni giorno, ma la Sua divinità è difficile da percepire. Poiché la Sua divinità è esternata solamente quando Egli possiede l’umanità e non è soprannaturale tanto quanto le persone se la immaginano, per loro è molto difficile da vedere. …dal momento che Dio Si fa carne, la Sua essenza è un’unione tra umanità e divinità. Questa unione si chiama Dio Stesso, Dio Stesso sulla terra.
da “L’essenza della carne abitata da Dio” in La Parola appare nella carne
La Sua vita e opera nello stato incarnato si possono dividere in due fasi. La prima corrisponde alla Sua vita precedente allo svolgimento del Suo ministero. Egli vive in una comune famiglia umana, in una condizione di umanità del tutto ordinaria, obbedendo alle leggi e ai principi morali comuni della vita umana, con le necessità umane (cibo, indumenti, rifugio, sonno), le debolezze umane e le emozioni umane normali. In altri termini, nel corso della prima fase, Egli vive in una condizione di umanità del tutto normale, non divina, dedicandoSi a tutte le comuni attività umane. La seconda fase è la vita che Egli vive dopo l’inizio dello svolgimento del Suo ministero. Egli dimora ancora in una condizione di umanità comune con un involucro umano normale, senza mostrare alcun segno esteriore del soprannaturale. Egli, però, vive esclusivamente per il Suo ministero e durante questo periodo la Sua normale umanità esiste interamente al servizio dell’opera ordinaria della Sua divinità; poiché, ormai, la Sua normale umanità è maturata al punto di essere in grado di svolgere il Suo ministero. Così, la seconda fase della Sua vita è caratterizzata dallo svolgimento del Suo ministero nella Sua normale umanità, è una vita sia di normale umanità che di completa divinità. Il motivo per cui, nel corso della prima fase della Sua vita, Egli vive nell’umanità comune completa è che la Sua umanità non è ancora all’altezza dell’interezza dell’opera divina, non è ancora matura; solamente dopo che la Sua umanità diventa matura, capace di farsi carico del Suo ministero, Egli può iniziare a compiere la Sua opera. Dal momento che Egli, in quanto carne, ha bisogno di crescere e maturare, la prima fase della Sua vita è quella della normale umanità, mentre nella seconda fase, poiché la Sua umanità è in grado di intraprendere la Sua opera e svolgere il Suo ministero, la vita che il Dio incarnato vive nel corso del Suo ministero è caratterizzata sia dall’umanità, che dalla completa divinità. Se, dal momento della Sua nascita, il Dio incarnato iniziasse effettivamente il Suo ministero compiendo segni e prodigi soprannaturali, allora non possiederebbe un’essenza corporea. Quindi, la Sua umanità esiste ai fini della Sua essenza corporea; non ci può essere carne senza umanità e una persona senza umanità non è un essere umano. In questo modo, l’umanità della carne di Dio è una proprietà intrinseca della carne incarnata di Dio. Dire che “quando Dio Si fa carne Egli è completamente divino e non è assolutamente umano” è una bestemmia, perché è una presa di posizione impossibile da sostenere, in quanto viola il principio dell’incarnazione. Anche dopo l’inizio dello svolgimento del Suo ministero, la Sua divinità risiede ancora nell’involucro umano esterno quando compie la Sua opera, ma in quel momento, la Sua umanità ha il solo scopo di permettere alla Sua divinità di portare a termine l’opera nella carne normale. Così, chi produce l’opera è la divinità che abita la Sua umanità. È la Sua divinità, non la Sua umanità che è in azione, ma è una divinità celata all’interno della Sua umanità; la Sua opera è compiuta sostanzialmente dalla Sua completa divinità, non dalla Sua umanità. Ma chi esegue l’opera è la Sua carne. Si potrebbe dire che Egli è un uomo ed è anche Dio, perché Dio diventa tale vivendo nella carne, con un involucro umano e un’essenza umana, ma anche l’essenza di Dio.
da “L’essenza della carne abitata da Dio” in La Parola appare nella carne
La vita che Gesù visse sulla terra era una normale vita della carne. Egli visse nella normale umanità della Sua carne. La Sua autorità (compiere l’opera di Dio e pronunciare la Sua parola, guarire gli infermi e scacciare i demoni, compiere tali cose straordinarie) non si manifestò, per la maggior parte, fino all’inizio del Suo ministero. La Sua vita prima del ventinovesimo anno d’età, e quindi dello svolgimento del Suo ministero, era una prova sufficiente del fatto che Egli fosse solamente carne normale. A causa di ciò, e poiché non aveva ancora cominciato a svolgere il Suo ministero, le persone non vedevano niente di divino in Lui, non vedevano nulla di più di un normale essere umano, un uomo comune, come quando inizialmente alcuni credevano fosse il figlio di Giuseppe. Le persone pensavano che fosse il figlio di un uomo comune, non c’era per loro alcun modo di riconoscere che Egli era la carne incarnata di Dio; anche quando, durante lo svolgimento del Suo ministero, compì molti miracoli, la maggior parte del popolo continuava a dire che era il figlio di Giuseppe, perché era il Cristo con l’involucro esteriore della normale umanità. La Sua normale umanità e la Sua opera esistevano entrambe allo scopo di realizzare il significato della prima incarnazione, come prova che Dio era venuto interamente nella carne, era diventato un uomo del tutto comune. Il fatto che Egli possedesse una normale umanità prima di iniziare la Sua opera era una prova che era carne comune; e anche il fatto che in seguito svolse la Sua opera era una prova che Egli era carne comune, perché compì segni e prodigi, guarì gli infermi e scacciò i demoni nella carne possedendo una normale umanità. Il motivo per cui era in grado di compiere miracoli era che la Sua carne portava l’autorità di Dio, era la carne di cui lo Spirito di Dio Si era rivestito. Egli possedeva questa autorità grazie allo Spirito di Dio e ciò non significava che non fosse carne. La guarigione degli infermi e la cacciata dei demoni erano l’opera che doveva compiere nel Suo ministero, un’espressione della Sua divinità nascosta nella Sua umanità e, indipendentemente dai segni che manifestava e dal modo in cui dimostrava la Sua autorità, Egli continuava a vivere nella normale umanità ed era comunque carne comune. Fino al momento in cui fu risorto dopo essere morto sulla croce, Egli dimorò in una carne normale. Il conferimento della grazia, la guarigione degli infermi e la cacciata dei demoni facevano tutti parte del Suo ministero, erano l’opera che svolgeva nella Sua carne normale. Prima di andare sulla croce, indipendentemente da ciò che stesse facendo, Egli non Si era mai separato dalla Sua carne umana normale. Egli era Dio Stesso, che svolgeva la Sua opera ma, dal momento che era la carne incarnata di Dio, Egli Si nutriva di cibo e indossava indumenti, aveva bisogni umani ordinari, era dotato di un senno umano e di una mente umana normali. Tutto questo era la prova che Egli era un uomo normale, e ciò provava che la carne incarnata di Dio era una carne dotata di normale umanità, non soprannaturale.
da “L’essenza della carne abitata da Dio” in La Parola appare nella carne
L’umanità del Dio incarnato esiste per sostenere l’opera divina normale nella carne; Il Suo pensiero umano normale supporta la Sua normale umanità e tutte le Sue normali attività corporee. Si potrebbe dire che il Suo pensiero umano normale esiste allo scopo di sostenere tutta l’opera di Dio nella carne. Se questa carne non possedesse una mente umana normale, Dio non potrebbe operare nella carne e ciò che Egli deve realizzare nella carne non potrebbe mai essere conseguito. Sebbene il Dio incarnato possegga una mente umana normale, la Sua opera non è contaminata dal pensiero umano; Egli intraprende l’opera nell’umanità con una mente normale, partendo dal presupposto che possiede l’umanità con una mente, non tramite l’esercizio del normale pensiero umano. Indipendentemente da quanto siano elevati i pensieri della Sua carne, la Sua opera non reca il segno della logica o del pensiero. In altri termini, la Sua opera non è concepita dalla mente della Sua carne, ma è una diretta espressione dell’opera divina nella Sua umanità. Tutta la Sua opera è il ministero che deve svolgere e nulla di ciò è concepito dal Suo cervello. Per esempio, la guarigione degli infermi, la cacciata dei demoni e la crocifissione non furono i frutti della Sua mente umana, non avrebbero potuto essere realizzati da alcun uomo con una mente umana. Analogamente, il lavoro di conquista di oggi è un ministero che deve essere svolto dal Dio incarnato, ma non è l’opera di una volontà umana, è quella che la Sua divinità è chiamata a compiere, opera di cui nessun umano di carne è capace. Quindi, il Dio incarnato deve possedere una mente umana normale, una normale umanità, perché deve compiere l’opera nell’umanità con una mente normale. Questa è l’essenza dell’opera del Dio incarnato, l’essenza stessa del Dio incarnato.
da “L’essenza della carne abitata da Dio” in La Parola appare nella carne
Il Figlio dell’uomo, fattoSi carne, espresse l’aspetto divino di Dio attraverso il Suo aspetto umano, e comunicò la volontà di Dio all’umanità. E tramite l’espressione della volontà e dell’indole di Dio, Egli rivelò alle persone anche il Dio che non poteva essere visto né toccato nel regno spirituale. Esse, infatti, videro Dio Stesso, tangibile e in carne e ossa. Così il Figlio dell’uomo, fattoSi carne, rese concrete e umanizzate l’identità, la condizione, l’immagine, l’indole, ciò che Dio ha ed è. Sebbene l’aspetto esteriore del Figlio dell’uomo avesse alcune limitazioni in merito all’immagine di Dio, alla Sua essenza e a ciò che ha ed è, e fosse completamente in grado di rappresentare l’identità e la condizione di Dio – c’erano alcune semplici differenze nella forma espressiva. A prescindere dal fatto che si tenga in considerazione l’aspetto umano del Figlio dell’uomo o il Suo aspetto divino, non si può negare che Egli rappresentasse l’identità e la condizione di Dio. Durante questo periodo, comunque, il Dio incarnato lavorò, parlò e stette davanti agli uomini con l’identità e la condizione del Figlio dell’uomo, e ciò diede loro l’opportunità di incontrare e sperimentare le parole sincere e l’opera di Dio tra l’umanità. Essi poterono anche avere un’idea della Sua divinità e della Sua grandezza in mezzo all’umiltà, e acquisire una conoscenza e una definizione preliminari dell’autenticità e della realtà di Dio.
da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso III” in Continuazione di La Parola appare nella carne
Sebbene l’aspetto esteriore del Dio incarnato sia esattamente quello di un uomo, ed Egli apprenda nozioni umane, parli il linguaggio umano e talvolta esprima perfino le Sue idee usando espressioni o strumenti umani, tuttavia il modo in cui Egli vede gli esseri umani e l’essenza delle cose è totalmente diverso dal modo in cui li vedono le persone corrotte. La Sua prospettiva e la Sua statura sono irraggiungibili per una persona corrotta. Questo è perché Dio è la verità, la carne che porta anche possiede l’essenza di Dio, e perché Dio, i Suoi pensieri e le espressioni del Suo lato umano sono la verità. … Per quanto Egli possa essere comune, normale e modesto, o per quanto le persone possano guardarLo dall’alto in basso, nessun individuo potrà mai possedere né imitare i Suoi pensieri e il Suo atteggiamento nei confronti dell’umanità. Egli osserverà sempre l’umanità da una prospettiva divina, dall’altezza della Sua posizione di Creatore. La vedrà sempre attraverso l’essenza e la forma mentis di Dio. Egli non può assolutamente osservare l’umanità dall’altezza di una persona comune, e dalla prospettiva di una persona corrotta. Quando le persone osservano l’umanità, lo fanno con i loro occhi e usano come parametri le conoscenze, le regole e le teorie umane. Tutto questo rimane nell’ambito di ciò che le persone possono vedere con i loro occhi, e nell’ambito di ciò che le persone corrotte possono ottenere. Quando Dio scruta l’umanità, lo fa da un punto di vista divino, e usa la Sua essenza e ciò che Egli ha ed è come parametri di misura. La Sua prospettiva include cose che le persone non possono vedere, ed è proprio sotto questo aspetto che il Dio incarnato e gli esseri umani corrotti sono totalmente dissimili. Questa differenza è determinata dalla diversità tra le essenze degli uomini e di Dio, e sono queste essenze differenti a stabilire le loro identità e posizioni, e anche la prospettiva e l’altezza dalla quale osservano le cose.
da “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso III” in Continuazione di La Parola appare nella carne
La Sua opera e i Suoi discorsi rappresentano direttamente lo Spirito, l’opera che Egli compie è eseguita dallo Spirito, e le parole che Egli pronuncia sono pronunciate dallo Spirito. Queste cose sono semplicemente espresse attraverso la carne incarnata di Dio; in realtà, sono l’espressione dello Spirito. L’opera che compie e le parole che pronuncia rappresentano la Sua sostanza.
da “Pratica (7)” in La Parola appare nella carne
La carne rivestita dallo Spirito di Dio è la carne stessa di Dio. Lo Spirito di Dio è supremo; Egli è onnipotente, santo e giusto. Così, allo stesso modo, anche la Sua carne è suprema, onnipotente, santa e giusta. Una carne simile è in grado di fare solo ciò che è giusto e vantaggioso per l’umanità, ciò che è santo, glorioso e potente e non è in grado di fare una qualsiasi cosa che violi la verità o la moralità e la giustizia, e ancor meno qualsiasi cosa che tradisca lo Spirito di Dio.
da “Un problema gravissimo: il tradimento (2)” in La Parola appare nella carne
Il Dio che Si è fatto carne Si chiama Cristo e Cristo è la carne assunta dallo Spirito di Dio. Questa carne è diversa da qualsiasi uomo che è di carne. Questa differenza è perché Cristo non è fatto di carne e di sangue, ma è l’incarnazione dello Spirito. Egli ha sia una normale umanità e sia una completa divinità. La Sua divinità non è posseduta da nessun uomo. La Sua normale umanità sopporta tutte le normali attività della carne, mentre la Sua divinità svolge l’opera di Dio Stesso. Che si tratti della Sua umanità o della Sua divinità, entrambe sono obbedienti alla volontà del Padre celeste. L’essenza di Cristo è lo Spirito, che è la divinità. Pertanto, la Sua essenza è quella di Dio Stesso; questa essenza non interrompe la Sua opera e non potrebbe fare niente per distruggerla, né mai pronuncerebbe nessuna parola che vada contro la Sua volontà. Quindi il Dio che Si è fatto carne non farebbe assolutamente mai alcuna opera che interrompa la Propria gestione. Questo è quello che tutti gli uomini dovrebbero capire. L’essenza dell’opera dello Spirito Santo è quella di salvare l’uomo ed è per amore della gestione di Dio. Allo stesso modo, l’opera di Cristo è quella di salvare l’uomo ed è per amore della volontà di Dio. Dato che Dio Si è fatto carne, realizza la Sua essenza all’interno della Sua carne, in modo tale che la Sua carne sia sufficiente per intraprendere la Sua opera. Pertanto, tutta l’opera dello Spirito di Dio è sostituita dall’opera di Cristo durante il tempo dell’incarnazione e al centro di tutta l’opera durante tutto il tempo dell’incarnazione c’è l’opera di Cristo. Non può essere confusa con l’opera di qualsiasi altra epoca. E poiché Dio Si fa carne, opera attraverso l’identità della Sua carne; dato che viene nella carne, finisce poi nella carne l’opera da compiere. Sia che si tratti dello Spirito di Dio o che si tratti di Cristo, entrambi sono Dio Stesso e compie l’opera che Egli deve fare e adempie al ministero che deve adempiere.
L’essenza stessa di Dio esercita l’autorità, ma Egli è in grado di ubbidire pienamente all’autorità che viene da Lui. Sia che si tratti dell’opera dello Spirito o della carne, nessuna delle due è in conflitto con l’altra. Lo Spirito di Dio è l’autorità su tutta la creazione. La carne con l’essenza di Dio è anche in possesso di autorità, tuttavia Dio nella carne può fare tutta l’opera obbedendo alla volontà del Padre celeste. Questo non può essere raggiunto o concepito da alcun uomo. Dio Stesso è l’autorità, ma la Sua carne può ubbidire alla Sua autorità. Questo è il significato profondo delle parole: “Cristo obbedisce alla volontà di Dio Padre”. Dio è uno Spirito e può compiere l’opera di salvezza quando può diventare uomo. In ogni caso, Dio Stesso compie la Propria opera; Egli non interrompe né interferisce, tanto meno compie un’opera che è reciprocamente in conflitto, perché l’essenza dell’opera svolta dallo Spirito e dalla carne sono uguali. Che si tratti dello Spirito o della carne, l’una e l’altra operano adempiendo a una volontà e gestiscono la stessa opera. Anche se lo Spirito e la carne hanno due qualità diverse, le loro sostanze sono le stesse; entrambe hanno l’essenza di Dio Stesso e l’identità di Dio Stesso. Dio Stesso non ha elementi di disobbedienza; la Sua essenza è buona. È l’espressione di tutta la bellezza e la bontà così come di tutto l’amore. Anche nella carne, Dio non compie nessun atto di disobbedienza a Dio Padre. Perfino a costo della Sua vita, lo sarebbe di cuore e non farebbe nessun’altra scelta. Dio non ha elementi di superiorità morale e di egocentrismo, o di presunzione e arroganza; non ha alcun elemento di disonestà. Tutto ciò che disobbedisce a Dio viene da Satana; Satana è la fonte di ogni bruttezza e malvagità. La ragione per cui l’uomo ha qualità simili a quelle di Satana è perché l’uomo è stato corrotto e influenzato da Satana. Cristo non è stato corrotto da Satana, quindi Egli ha solo le caratteristiche di Dio e nessuna di quelle di Satana. Non importa quanto sia ardua l’opera o debole la carne, Dio, mentre vive nella carne, non farà mai niente che possa interrompere l’opera di Dio Stesso, e tanto meno rinuncerà alla volontà di Dio Padre disobbedendoGli. Preferirebbe soffrire i dolori della carne piuttosto che andare contro la volontà di Dio Padre; è proprio come disse Gesù nella preghiera: “Padre, se tu vuoi, allontana da me questo calice! Però, non la mia volontà, ma la tua sia fatta”. L’uomo sceglie, ma Cristo no. Sebbene abbia l’identità di Dio Stesso, cerca ancora la volontà di Dio Padre, e compie ciò che Gli è affidato da Dio Padre, dal punto di vista della carne. Questo è qualcosa di irraggiungibile per l’uomo. Quello che viene da Satana non può avere l’essenza di Dio, l’unico che disobbedisce e resiste a Dio. Non può obbedire a Dio completamente, e tanto meno è disposto a obbedire alla volontà di Dio. Tutta l’umanità tranne Cristo può fare resistenza a Dio e nessuno può intraprendere direttamente l’opera affidata da Dio; nessuno è in grado di considerare la gestione di Dio come il proprio dovere da compiere. SottoporSi alla volontà di Dio Padre è l’essenza di Cristo; la disobbedienza a Dio è la caratteristica di Satana. Queste due qualità sono incompatibili e chiunque abbia le qualità di Satana non si può chiamare Cristo. La ragione per cui l’uomo non può fare l’opera di Dio al Suo posto è perché l’uomo non ha alcuna essenza di Dio. L’uomo lavora per Dio per il bene di interessi personali dell’umanità e per le sue prospettive future, invece Cristo opera per compiere la volontà di Dio Padre.
L’umanità di Cristo è regolata dalla Sua divinità. Anche se Egli è fatto di carne, la Sua umanità non è affatto simile a quella di un uomo di carne. Ha il Proprio carattere unico e anche questo è governato dalla Sua divinità. La Sua divinità non ha alcuna debolezza; la debolezza di Cristo si riferisce a quella della Sua umanità. In una certa misura, questa debolezza vincola la Sua divinità, ma tali limiti sono entro un certo ambito e tempo, e non sono infiniti. Quando arriva il momento di eseguire i lavori della Sua divinità, li compie a prescindere della Sua umanità. L’umanità di Cristo è interamente diretta dalla Sua divinità. Eccetto la vita normale della Sua umanità, tutte le altre azioni della Sua umanità sono influenzate, colpite e dirette dalla Sua divinità. Anche se Cristo ha un’umanità, essa non interrompe l’opera della Sua divinità. Questo è proprio perché l’umanità di Cristo è diretta dalla Sua divinità; anche se la Sua umanità non è matura nella Sua condotta davanti agli altri, essa non pregiudica la normale opera della Sua divinità. Quando dico che la Sua umanità non è stata corrotta, voglio dire che l’umanità di Cristo può essere guidata direttamente dalla Sua divinità e che Egli possiede una ragionevolezza più elevata di quello di un uomo ordinario. La Sua umanità è più adatta a essere guidata dalla divinità nella Sua opera; la Sua umanità è più capace di manifestare l’opera della divinità, così come è più idonea a ubbidire a tale opera. Mentre Dio opera nella carne, Egli non perde mai di vista il dovere che un uomo in carne deve rispettare; Egli è in grado di adorare Dio in cielo con un cuore vero. Ha l’essenza di Dio e la Sua identità è quella di Dio Stesso. È l’unico che è venuto sulla terra ed è diventato un essere del creato, con l’aspetto esterno di un essere del creato e ora possiede un’umanità che non aveva prima; Egli è in grado di adorare Dio in cielo. Questo è l’essere di Dio Stesso ed è inimitabile per l’uomo. La Sua identità è Dio Stesso. È dal punto di vista della carne che Egli adora Dio; pertanto, le parole “Cristo adora Dio in cielo” non sono errate. Quello che Egli chiede all’uomo è proprio il Suo Stesso essere; ha già ottenuto tutto quello che chiede all’uomo prima di domandarglielo. Non farebbe mai richieste a altri mentre Egli Stesso Si libera da loro, perché tutto questo rappresenta il Suo essere. Indipendentemente da come Egli compie la Sua opera, Egli non opererebbe disobbedendo a Dio. Non importa cosa Egli chieda all’uomo, nessuna richiesta va oltre a ciò che l’uomo possa raggiungere. Tutto ciò che Egli fa è compiere la volontà di Dio ed è per il bene della Sua gestione. La divinità di Cristo è sopra tutti gli uomini, quindi Egli è la più alta autorità di tutti gli esseri creati. Questa autorità è la Sua divinità, cioè, l’indole e l’essere di Dio Stesso, che determina la Sua identità. Pertanto, non importa quanto sia normale la Sua umanità, è innegabile che Egli abbia l’identità di Dio Stesso; indipendentemente da quale punto di vista Egli parli, e comunque obbedisca alla volontà di Dio, non si può dire che Egli non sia Dio Stesso. Uomini stolti e ignoranti spesso guardano la normale umanità di Cristo come un difetto. Non importa quanto Egli esprima e riveli l’essere della Sua divinità, l’uomo non è in grado di riconoscere che Egli è il Cristo. E quanto più Cristo dimostra la Sua obbedienza e umiltà, tanto più alla leggera gli uomini stolti considerano Cristo. Ci sono anche coloro che adottano verso di Lui un atteggiamento di esclusione e di disprezzo, eppure mettono questi “grandi uomini” dall’aspetto elevato sulla tavola per essere adorati. La resistenza dell’uomo e la disobbedienza a Dio provengono dal fatto che l’essenza del Dio che Si è fatto carne obbedisce alla volontà di Dio e anche dalla normale umanità di Cristo; è proprio qui la fonte di resistenza dell’uomo e la disobbedienza a Dio. Se Cristo non avesse né la sembianza di essere umano, né cercasse la volontà di Dio Padre dal punto di vista di un essere del creato, ma fosse invece in possesso di un’umanità superiore, allora è probabile che non ci sarebbe alcuna disobbedienza in alcun uomo. Il motivo per cui l’uomo è sempre disposto a credere in un Dio invisibile nel cielo è perché Dio in cielo non ha l’umanità e non ha una sola qualità di un essere creato. Così l’uomo Lo considera sempre con la massima stima, ma mantiene un atteggiamento di disprezzo verso Cristo.
Anche se Cristo sulla terra è in grado di lavorare per conto di Dio Stesso, Egli non viene con l’intenzione di mostrare a tutti gli uomini la Sua immagine in carne. Egli non viene perché tutti gli uomini Lo vedano; viene per permettere all’uomo di essere guidato dalla Sua mano, entrando così nella nuova era. La funzione della carne di Cristo è per l’opera di Dio Stesso, cioè per l’opera di Dio nella carne e non per consentire all’uomo di comprendere appieno l’essenza della Sua carne. Non importa come Egli operi, non si supera quello che è accessibile alla carne. Non importa come Egli operi, lo fa nella carne con una normale umanità e non rivela completamente all’uomo il vero volto di Dio. Inoltre, la Sua opera nella carne non è mai tanto soprannaturale o inestimabile come l’uomo immagina. Anche se Cristo rappresenta Dio Stesso nella carne e svolge in persona l’opera che Dio Stesso deve fare, non nega l’esistenza di Dio in cielo, né proclama freneticamente le Proprie azioni. Invece, Egli rimane umilmente nascosto all’interno della Sua carne. Eccetto Cristo, coloro che affermano falsamente di essere Cristo non hanno le Sue qualità. Quando si confronta l’indole arrogante e l’autoesaltazione di quei falsi cristi, diventa chiaro quale genere di carne è veramente Cristo. Più falsi sono, più tali falsi cristi fanno mostra di sé, più sono capaci di usare segni e prodigi per ingannare l’uomo. I falsi cristi non hanno le qualità di Dio; Cristo non è contaminato da alcun elemento appartenente ai falsi cristi. Dio Si fa carne solo per completare l’opera della carne, non solo per consentire a tutti gli uomini di vederLo. Piuttosto, Egli permette alla Sua opera di affermare la Sua identità e consente a ciò che rivela di confermare la Sua essenza. La Sua essenza non è priva di fondamento; la Sua identità non è stata catturata dalla Sua mano; è stabilita dalla Sua opera e dalla Sua essenza. Sebbene Egli abbia l’essenza di Dio Stesso e sia in grado di fare l’opera di Dio Stesso, è ancora carne, dopo tutto, a differenza dello Spirito. Egli non è Dio con le qualità dello Spirito; Egli è Dio con l’aspetto di carne. Pertanto, non importa quanto normale e debole sia, e in qualunque modo cerchi la volontà di Dio Padre, la Sua divinità è innegabile. Nel Dio che Si è fatto carne esiste non solo una normale umanità e relative debolezze; esiste ancora di più la meraviglia e l’insondabilità della Sua divinità, come pure tutte le Sue azioni nella carne. Pertanto, sia l’umanità e sia la divinità esistono effettivamente e praticamente all’interno di Cristo. Questo non è affatto vuoto o soprannaturale. Egli viene sulla terra con l’obiettivo primario di svolgere l’opera; è indispensabile essere in possesso di un’umanità normale per compiere l’opera sulla terra; in caso contrario, per quanto sia grande il potere della Sua divinità, la Sua funzione originale non può essere messa a frutto. Anche se la Sua umanità è di grande importanza, non è la Sua essenza. La Sua essenza è la divinità; pertanto, il momento in cui comincia a svolgere il Suo ministero sulla terra è il momento in cui inizia a esprimere l’essere della Sua divinità. La Sua umanità è solo per sostenere la vita normale della Sua carne in modo che la Sua divinità possa svolgere l’opera come è normale nella carne; è la divinità che dirige la Sua opera interamente. Quando Egli completa la Sua opera, avrà compiuto il Suo ministero. Ciò che l’uomo deve sapere è l’insieme della Sua opera, ed è attraverso la Sua opera che Egli permette all’uomo di conoscerLo. Nel corso della Sua opera, Egli manifesta in maniera abbastanza chiara l’essere della Sua divinità, che non è un’indole viziata dall’umanità, o un’essenza contaminata dal pensiero e dal comportamento umano. Quando arriva il momento in cui tutto il Suo ministero è giunto al termine, Egli avrà già espresso perfettamente e completamente l’indole che deve esprimere. La Sua opera non è istruita da alcun uomo; l’espressione della Sua indole è anche abbastanza libera, non è controllata dalla mente o trasformata dal pensiero, ma si rivela in modo naturale. Questo non può essere ottenuto da alcun uomo. Anche se le circostanze sono difficili o le condizioni non lo permettono, Egli è in grado di esprimere la Sua indole nel momento opportuno. Colui che è Cristo esprime l’essere di Cristo, mentre coloro che non Lo sono non hanno l’indole di Cristo. Pertanto, anche se tutti Gli resistono o hanno concetti su di Lui, nessuno può negare sulla base delle nozioni umane che l’indole espressa da Cristo è quella di Dio. Tutti coloro che perseguono Cristo con cuore sincero o cercano Dio con intenzione, ammetteranno che Egli è Cristo in base alla manifestazione della Sua divinità. Non rinnegherebbero mai Cristo basandosi su un qualsiasi Suo aspetto che non si conformi alle nozioni umane. Anche se l’uomo è molto sciocco, tutti sanno esattamente quale sia la volontà dell’umanità e che cosa abbia origine da Dio. Semplicemente molte persone intenzionalmente resistono a Cristo per propria volontà. Se non fosse per questo, nessun singolo uomo avrebbe un motivo di negare l’esistenza di Cristo, perché la divinità manifestata da Cristo effettivamente esiste e la Sua opera può essere mostrata agli occhi di tutti.
L’opera e la manifestazione di Cristo determina la Sua essenza. Egli è in grado di completare con un cuore sincero quello che Gli è stato affidato. Egli è in grado di adorare Dio in cielo con un cuore sincero, e con esso cerca la volontà di Dio Padre. Tutto questo è determinato dalla Sua essenza, e così è anche la Sua rivelazione naturale determinata dalla Sua essenza; la ragione per cui la Sua rivelazione naturale è chiamata così è perché la Sua manifestazione non è un’imitazione, o il risultato dell’istruzione umana, o il risultato di molti anni di coltivazione da parte dell’uomo. Egli non l’ha imparata né Si adorna di essa; piuttosto, è insita dentro di Lui. L’uomo può negare la Sua opera, la Sua manifestazione, la Sua umanità e tutta la vita della Sua umanità normale, ma nessun può negare che Egli adora Dio in cielo con un cuore sincero; nessuno può negare che Egli sia venuto per compiere la volontà del Padre celeste e nessuno può negare la sincerità con cui Egli cerca il Dio Padre. Anche se la Sua immagine non compiace i sensi, il Suo discorso non si presenta straordinario, la Sua opera non scuote la terra e il cielo come l’uomo immagina, Egli è in verità Cristo, che compie la volontà del Padre celeste con un cuore reale, Si sottopone totalmente al Padre celeste ed è obbediente fino alla morte. Questo perché la Sua essenza è l’essenza di Cristo. Questa verità è difficile da credere per l’uomo, ma effettivamente esiste. Quando il ministero di Cristo è stato completamente soddisfatto, l’uomo sarà in grado di vedere dalla Sua opera che la Sua indole e il Suo essere rappresentano l’indole e l’essere di Dio in cielo. In quel momento, la somma di tutta la Sua opera può affermare che Egli è davvero la Parola divenuta carne, che è diversa dalla carne e sangue dell’uomo.
da “L’essenza di Cristo è di obbedire alla volontà del Padre celeste” in La Parola appare nella carne
Egli compie sforzi scrupolosi per noi, perde sonno e appetito per noi, piange per noi, sospira per noi, geme nella malattia per noi, subisce l’umiliazione per il bene del nostro destino e per la nostra salvezza, il Suo cuore sanguina e lacrima per la nostra insensibilità e ribellione. Questo Suo essere e questo Suo avere sono al di là delle qualità di una persona ordinaria e non possono essere posseduti e ottenuti da nessuno dei corrotti. Egli mostra una tolleranza e una pazienza che nessuna persona comune possiede, così come nessuna creatura possiede Suo amore. Nessuno a parte Lui può conoscere tutti i nostri pensieri e comprendere così profondamente la nostra natura e la nostra essenza, o giudicare la ribellione e la corruzione del genere umano, o parlarci e operare tra di noi in questo modo per conto del Dio dei cieli. Nessuno a parte Lui può possedere l’autorità, la saggezza e la dignità di Dio; l’indole di Dio e ciò che Egli ha ed è sono rivelati, nella loro interezza, da Lui. Nessuno a parte Lui può mostrarci la via e portarci la luce. Nessuno a parte Lui può rivelare i misteri che Dio ha tenuto segreti dalla creazione fino ad oggi. Nessuno a parte Lui può liberarci dalla schiavitù di Satana e dalla nostra indole corrotta. Egli rappresenta Dio ed esprime la voce del cuore di Dio, le Sue esortazioni e le Sue parole di giudizio verso il genere umano. Egli ha iniziato una nuova età, una nuova era, ha portato un nuovo cielo e una nuova terra, una nuova opera, ci ha portato speranza e ha posto fine alla vita che conducevamo senza scopo e ci ha permesso di scorgere appieno il cammino verso la salvezza. Egli ha conquistato il nostro intero essere e guadagnato i nostri cuori. Da quel momento in poi le nostre menti diventano consapevoli, i nostri spiriti sembrano ravvivati: questa persona insignificante e ordinaria che vive tra di noi ed è stata da noi a lungo rifiutata non è forse il Signore Gesù che è sempre nei nostri pensieri e che bramiamo giorno e notte? È Lui! È veramente Lui! È il nostro Dio! Egli è la verità, la via e la vita!
da “Vedere la manifestazione di Dio nel Suo giudizio e nel Suo castigo” in La Parola appare nella carne
Qualunque sia l’epoca o il luogo in cui Dio Si incarna, i principi della Sua opera nella carne rimangono immutati. Egli non può farSi carne, ma trascendere la carne per operare; inoltre, non può diventare carne, ma evitare di operare entro la normale umanità della carne. Altrimenti il significato dell’incarnazione di Dio si dissolverebbe nel nulla e la Parola diventata carne diverrebbe del tutto insignificante. Inoltre, solo il Padre in cielo (lo Spirito) sa dell’incarnazione di Dio, e nessun altro, nemmeno la carne Stessa o i messaggeri del cielo. Dunque l’opera di Dio nella carne è ancora più normale e più in grado di dimostrare che la Parola si fa davvero carne; carne significa uomo comune e normale.
da “Il mistero dell’incarnazione (1)” in La Parola appare nella carne
Il significato dell’incarnazione è che Dio appare nella carne e viene a compiere la Sua opera fra gli uomini della Sua creazione sotto l’aspetto della carne.
Questa carne è uomo ed è anche Dio, è uomo in possesso di umanità normale e anche Dio in possesso di piena divinità. E così, anche se questa carne non è lo Spirito di Dio e Si differenzia notevolmente dallo Spirito, è ancora il Dio incarnato Stesso che salva l’uomo, il Quale è Spirito e anche carne. Indipendentemente da come sia chiamato, in ultima analisi, è ancora Dio Stesso che salva l’umanità. Poiché lo Spirito di Dio è indivisibile dalla carne, e l’opera della carne è anche l’opera dello Spirito di Dio; solo che questa opera non viene compiuta utilizzando l’identità dello Spirito, ma usando l’identità della carne.
da “L’umanità corrotta ha maggiormente bisogno della salvezza del Dio incarnato” in La Parola appare nella carne
Che cosa è contemplato nelle espressioni dello Spirito? A volte il Dio concreto opera attraverso la Sua umanità e altre volte attraverso la Sua divinità; ma, in generale, in entrambi i casi lo Spirito è sempre al comando. … Il Dio concreto del quale parliamo oggi, agisce sia attraverso l’umanità che la divinità. Tramite l’apparizione del Dio reale il Suo lavoro, la Sua vita umana ordinaria e la Sua intera azione divina vengono completamente adempiute; sono congiunte in un unico insieme e l’opera di entrambe viene[a] compiuta attraverso la parola; sia nella Sua umanità che nella Sua divinità, infatti, Egli si esprime attraverso le parole. Quando Dio lavora attraverso la Sua umanità, Egli parla il linguaggio degli uomini, in modo che la gente possa collaborare e comprenderLo. Le Sue parole sono pronunciate chiaramente e sono facili da capire, in modo da raggiungere tutti gli esseri umani; indipendentemente dal livello di conoscenza o d’istruzione, infatti, tutti possono ricevere le parole di Dio. La Sua opera nella divinità è anch’essa effettuata attraverso la parola, ma è piena di beneficio per l’uomo, di vita e non è contaminata dal significato umano, dal desiderio dalle propensioni e dai limiti che contraddistinguono la comune umanità; anch’essa si svolge nella carne, ma è l’espressione diretta dello Spirito. … Il fatto che Dio appaia agli uomini nella carne, significa che tutta l’opera e tutte le parole del Suo Spirito vengono compiute attraverso la Sua umanità normale e la Sua incarnazione. In altre parole, lo Spirito di Dio dirige la Sua azione umana e realizza quella della Sua divinità nella carne; nel Dio incarnato è dunque possibile vedere sia la Sua opera nell’umanità, guidata dallo Spirito che quella divina; questo è l’aspetto più significativo dell’apparizione del Dio concreto nella carne. Se riesci a comprendere chiaramente queste cose, sarai in grado di collegare tutte le diverse parti di Dio, cessando così di attribuire un’importanza eccessiva al Suo operato divino e di sottovalutare quello umano; in questo modo non oscillerai più tra questi due estremi, né accetterai deviazioni di percorso. Nel complesso, il significato del Dio concreto risiede nel fatto che l’opera portata avanti nella Sua umanità e nella Sua divinità, guidata dallo Spirito, si esprime attraverso la Sua carne, in modo che le persone possano vedere che Egli è fervido e reale, vero e concreto.
da “Dovresti sapere che il Dio concreto è Dio Stesso” in La Parola appare nella carne
Note a piè di pagina:
a. Il testo originale riporta “ed entrambe sono”.

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